PARADISE - PARADISO
1. Il significato veicolato dalla parola
Paradise — Paradiso — nel senso tradizionale si lega a un luogo di perfetta felicità, identificato nella tradizione biblica con il Giardino dell'Eden: il luogo in cui l'uomo viveva prima del peccato, prima della sofferenza e prima dell'espulsione.
Tuttavia, lo stesso mito del Paradiso racchiude un'idea molto più profonda rispetto a quella di un semplice bel giardino. Esso rappresenta lo stato originale dell'essere umano, prima del cambiamento portato dalla conoscenza.
Così, il Paradiso può essere letto su due livelli:
e
* come stato di coscienza prima della conoscenza.
2. L'etimologia secondo la linguistica comparata
Secondo l'etimologia tradizionale, la parola greca παράδεισος (parádeisos), da cui è passata al latino paradisus e poi in molte lingue europee, si collega al persiano antico pairidaēza.
L'analisi tradizionale lega:
* daēza- = muro, recinzione costruita
Quindi, il significato iniziale sarebbe all'incirca: "luogo recintato" > "giardino recintato" > "parco reale".
In questo senso, la parola parte da una realtà concreta: uno spazio delimitato da un muro. Questa etimologia spiega bene il lato materiale del concetto: il giardino è uno spazio separato dal mondo esterno. Ma è proprio qui che sorge la domanda filosofica: il muro è solo un muro fisico? O può essere anche un confine della coscienza?
3. L'etimologia secondo la Teoria dell'Embriomorfema
Secondo la lettura della Teoria dell'Embriomorfema (EM), la parola può essere analizzata attraverso le sue unità interne:
PARA + DI + SE <
"prima che (di) sapere" [in albanese: para se me ditë]
In questa lettura, [PARA] indica lo stato che precede un evento, mentre [DI] si lega all'atto del sapere e della conoscenza.
Così:
= lo stato prima del sapere
= lo stato prima della consapevolezza acquisita
= lo stato originale dell'uomo.
Qui avviene il principale spostamento semantico: muro fisico > confine del sapere.
Se l'etimologia tradizionale vede in pairidaēza uno spazio recintato, la EM cerca di vedere all'interno di questo spazio lo stato umano che esso simboleggia.
4. Il Paradiso come stato "prima che di sapere"
Questo diventa particolarmente significativo quando la parola viene posta di fronte al mito dell'Eden.
Il primo uomo, prima di mangiare dall'Albero della Conoscenza, viene presentato come un essere che vive in uno stato di innocenza e di ignoranza. Egli non conosce ancora il pieno peso della scelta, del lavoro, della sofferenza e della responsabilità. Pertanto si può costruire questa linea filosofica:
PRIMA DEL SAPERE > SENZA il peso DEL SAP-ere > PARADIES > PARADIS
Mentre l'atto della conoscenza porta alla svolta:
SAPERE > CONSAPEVOLEZZA > RESPONSABILITÀ > FATICA > USCITA DAL PARADISO
Nel racconto biblico, dopo aver mangiato il frutto, l'uomo diventa consapevole della propria nudità e viene poi scacciato dall'Eden. Sul piano simbolico, questo può essere interpretato come il passaggio dall'ignoranza innocente alla consapevolezza responsabile. Quindi, l'"espulsione" non è soltanto l'allontanamento da un giardino. È anche l'uscita da uno stato precedente di inconsciamente/inconsapevolezza.
5. Dal muro fisico al muro della coscienza
Qui le due interpretazioni possono essere messe a confronto:
PAIRIDAĒZA > PARÁDEISOS > PARADISUS > PARADISE
recinzione > muro > giardino recintato > paradiso
PARA + DI + SE
para + dije < para dijes (prima del sapere) < para di es
para di se =
paradise = stato originale dell'uomo
Nella prima lettura, il confine è esterno: il muro che circonda il giardino.
Nella seconda lettura, il confine è interno: il confine tra l'ignoranza e il sapere.
Ed è qui che nasce un parallelismo filosofico estremamente interessante:
* Il sapere separa l'uomo dall'ignoranza.
In entrambi i casi abbiamo un confine.
6. Il Paradiso come metafora della storia dell'uomo
In questa prospettiva, il mito del Paradiso può essere letto anche come una metafora dello sviluppo umano.
L'uomo originario vive in uno stato in cui la natura gli garantisce l'esistenza senza richiedere il pieno sviluppo delle sue capacità. Poi arriva la conoscenza.
Con la conoscenza nasce: consapevolezza > scelta > responsabilità > lavoro > tecnica > civiltà.
Perciò il Paradiso non è solo il luogo da cui l'uomo è stato scacciato. Può simboleggiare anche lo stato che l'uomo doveva perdere per diventare ciò che è.
In questo senso, l'"espulsione" è contemporaneamente una perdita e una nascita:
perdita dell'innocenza > nascita della consapevolezza.
7. Conclusione
L'etimologia tradizionale di Paradise ci porta a una realtà concreta: uno spazio recintato, un giardino protetto da un muro.
La lettura embriomorfemica propone un'altra strada:
"PRIMA CHE di SAPERE".
Se questa analisi viene accettata all'interno del metodo EM, allora Paradise non sarebbe soltanto la denominazione di un giardino recintato, ma anche una formulazione dello stato dell'uomo prima della conoscenza. Così, il muro fisico e il confine della coscienza si incontrano nello stesso concetto:
Il Paradiso è lo stato prima che l'uomo varchi il confine della conoscenza. E il mangiare dall'Albero della Conoscenza segna precisamente il superamento di quel confine:
PRIMA CHE di SAPERE > SAPERE > DIVENTARE CONSAPEVOLE > USCIRE DAL PARADISO.
Perciò, se l'etimologia tradizionale cerca di spiegare dove fosse il Paradiso, la lettura filosofica della EM cerca di spiegare quale fosse lo stato dell'uomo nel Paradiso.
Dal muro del giardino al muro del sapere; dall'ignoranza alla consapevolezza; dall'innocenza alla responsabilità.
Qui, il fatto che l'etimologia provenga dall'albanese rafforza ancor di più l'idea che l'albanese sia l'origine delle lingue i.e. (indoeuropee).
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