Nella complessa trama delle tradizioni balcaniche, pochi simboli sono distintivi quanto l'acconciatura dei guerrieri albanesi. Questa pratica, che prevedeva la rasatura della parte anteriore della testa e delle basette lasciando intatta la chioma posteriore, non era un semplice vezzo estetico, ma un vero e proprio rituale d'identità e una necessità tattica. Radicata in un passato millenario, questa usanza funge da ponte ininterrotto tra le antiche tribù pelasgiche e la resistenza dei soldati in epoca moderna, testimoniando una continuità culturale che ha sfidato i secoli e persino gli ordini dei sovrani più temuti.
Una volta Ali Pascià emanò un ordine ai suoi valorosi uomini di non radersi la fronte e le basette, provocando così una ribellione che portò al ritiro dell'ordine.
Questa antica usanza Albanese ha radici molto antiche, un'usanza risalente alle antiche tribù pelasgiche i cui discendenti odierni sono proprio gli Albanesi, i quali hanno mantenuto diverse tradizioni antichissime fino ai giorni nostri, ed è importante menzionarla qui, come ulteriore documento.
Plutarco attribuisce questa usanza alle popolazioni pelasgiche degli Avades o Amanti dell'Eubea. Afferma inoltre che questa usanza si formò per ragioni puramente militari, ovvero per evitare di essere afferrati per la fronte dagli avversari durante i combattimenti corpo a corpo.
Alessandro Magno lo faceva e ordinò ai suoi soldati di fare lo stesso.
Anche Strabone menziona la stessa cosa riguardo ai Pelasgi Curiti: "La tribù degli Eubei e il loro capo guerriero... poiché i guerrieri afferravano i loro capelli frontali durante il combattimento, se li rasavano" (Geografia, Vol. 1, p. 465).
E anche gli Spartani, tribù Dorica che proveniva dal nord, cioè dall'attuale Albania, nello stesso "Si rasano la parte anteriore della testa insieme alla barba."
In definitiva, la rasatura frontale rappresenta molto più di una curiosità etnografica; è un "documento vivente" inciso sulla pelle dei guerrieri. Dalle testimonianze di Plutarco e Strabone fino alle strategie militari di Alessandro Magno, questa tradizione unisce gli Albanesi ai grandi popoli dell'antichità, dai Pelasgi agli Spartani. La ribellione degli uomini di Ali Pascià contro l'abolizione di questo stile dimostra quanto profondamente l'identità di un popolo sia legata ai suoi simboli: un'eredità che, partendo da un'esigenza pragmatica di combattimento, è diventata l'emblema di una stirpe che non ha mai accettato di essere "afferrata" o sottomessa da nessuno.
📷 Nell'immagine un collage del particolare della testa di dipinti di soldati albanesi. Si distingue la parte anteriore rasata della testa dei guerrieri albanesi.
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