giovedì 21 maggio 2026

ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE

 

🌿 Oggi la Chiesa Ortodossa celebra una delle sue Dodici Grandi Feste: l'*Ascensione del Signore*. Celebrata quaranta giorni dopo la Resurrezione (la Pasqua), questa festività non segna una dolorosa separazione o la fine di una storia, ma il compimento glorioso della missione terrena di Cristo e l'inizio di una nuova era per l'umanità.

Mentre il mondo guarda al cielo, la teologia Ortodossa ci invita a guardare nel profondo del nostro essere: ecco perché questa festa è così centrale e spiritualmente dirompente.

Il Divino che porta l'Umano sul Trono di Dio

A differenza di altre false visioni in cui l'Ascensione è quasi un "ritiro" di Gesù dalla Terra, per l'Ortodossia questo mistero racchiude un realismo straordinario. Risorgendo, Cristo ha sconfitto la morte; *ascendendo al Cielo, ha portato la carne umana fin nel cuore della Trinità*.

"Nel mistero dell'Incarnazione, Dio è disceso per farsi uomo. Nel mistero dell'Ascensione, l'uomo sale per essere divinizzato."

L'umanità, un tempo decaduta, siede ora alla "destra del Padre". Questo significa che il nostro corpo e la nostra materia non sono fango da disprezzare, ma sono destinati alla gloria eterna.

Una Festa di Gioia, non di Tristezza

Nel Vangelo di Luca si legge che i discepoli, dopo aver visto Gesù staccarsi da terra ed essere avvolto da una nube, «tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,52).

Potrebbe sembrare un paradosso: perché gioire se il Maestro se n'è andato?

La risposta sta nella promessa. Cristo non ha abbandonato l'umanità, ma ha promesso di inviare il *Consolatore, lo Spirito Santo*, che sarà celebrato dieci giorni dopo, a Pentecoste. L'Ascensione è la condizione necessaria affinché lo Spirito possa scendere e abitare in ogni credente, trasformando la Chiesa nel Corpo vivo di Cristo.

La Bellezza della Liturgia e dell'Iconografia

Come sempre nell'Ortodossia, la teologia si fa bellezza visiva e poetica attraverso le icone e i canti.

- *L'Icona dell'Ascensione:* Divisa rigidamente in due parti. In alto, Cristo è racchiuso nella *mandorla* (il simbolo della gloria divina), circondato da angeli. In basso, la Madre di Dio è al centro, immobile e serena, simbolo della Chiesa sulla terra. Attorno a lei gli Apostoli gesticolano stupiti. È l'immagine perfetta del legame indistruttibile tra il Cielo e la Terra.

- *L'Inno della Festa (Tropario):* I fedeli canteranno parole di trionfo:

 «Ti sei asceso nella gloria, o Cristo nostro Dio, dopo aver colmato di gioia i tuoi discepoli con la promessa dello Spirito Santo...»

Cosa ci insegna oggi l'Ascensione?

In un'epoca che spesso ci schiaccia verso il basso, tra preoccupazioni materiali e orizzonti limitati, l'Ascensione è un promemoria verticale. Ci ricorda che la nostra patria finale non è la polvere, ma il Cielo. Non si tratta di fuggire dalle responsabilità terrene, ma di viverle sapendo che ogni nostra azione, ogni nostra sofferenza e ogni nostro amore hanno un valore eterno.

Oggi, nelle chiese Ortodosse avvolte dal profumo dell'incenso, il saluto pasquale "Cristo è risorto!" risuonerà per l'ultima volta prima di lasciare spazio alla gloriosa attesa dello Spirito. Un invito a sollevare lo sguardo e i cuori.