venerdì 22 maggio 2026

L'INGANNO DEL "SAN NICOLA DI MAGGIO": UNA FESTA COSTRUITA SUL SANGUE E SUL FURTO


 Oggi, 22 maggio, il calendario Ortodosso ricorda quella che viene comunemente definita la festa della traslazione delle reliquie di San Nicola Taumaturgo da Mira di Licia a Bari. Una ricorrenza ribattezzata popolarmente come “San Nicola estivo” o “San Nicola di maggio”. Non si celebra la nascita del Santo, né il suo pio transito alla vita eterna, ma un evento dell’XI secolo che la narrazione ufficiale occidentale ha sempre dipinto come un "salvataggio".

Ma la storia scritta dai vincitori pecca di memoria selettiva. La verità storica e spirituale è molto diversa, decisamente più oscura e violenta.

Il grande furto e la profanazione

Le reliquie di San Nicola non furono "traslate" per devozione, *furono brutalmente rubate*. I marinai baresi ingaggiati dalla chiesa cattolica compirono un vero e proprio atto di pirateria, esercitando una violenza spietata sui monaci custodi di Mira per costringerli a rivelare il punto esatto della tomba. Una volta sottratto il sacro corpo del Taumaturgo, questo finì per essere custodito in chiese controllate da scismatici ed eretici.

Questo atto di saccheggio non fu un episodio isolato, ma fu anche l'inizio di una sistematica cancellazione della fede Ortodossa nel Meridione d'Italia. Poco tempo dopo il furto, infatti, si tenne a Bari un concilio sotto lo stretto controllo dei conquistatori Normann in combutta con la chiesa cattolica romana: proprio coloro che *distrussero la Santa Ortodossia nel Sud Italia*, massacrando senza pietà monaci, monache, vescovi, sacerdoti e chiunque si rifiutasse di piegarsi al papismo. Fu in quel tragico frangente che la gloriosa Eparchia del Mercurion venne brutalmente cancellata dalla storia, lasciando dietro di sé solo sporadiche e mute vestigia.

Il Concilio di Bari: la verità bastonata

Durante quel concilio, i vescovi Ortodossi di Puglia che tentarono coraggiosamente di alzare la voce per protestare contro l'eresia del *Filioque* e contro l'infame furto delle reliquie di San Nicola non trovarono ascolto né dialogo. *Furono selvaggiamente bastonati e ridotti al silenzio con la forza.* La sottomissione dottrinale e politica venne imposta con il sangue e la violenza fisica, non con lo Spirito Santo.

Questa è la reale genesi della festa che oggi molti celebrano con ingenua leggerezza.

Un monito per il presente

La memoria di questi eventi non è un semplice esercizio di archeologia storica, ma un severo monito per l'oggi. Evidentemente, molti ancora non hanno compreso con quale Occidente abbiamo a che fare.

Le dinamiche di sottomissione e di prevaricazione spirituale non sono cambiate, e questo vale anche per i giorni nostri. Nonostante la gravità di questa eredità storica, assistiamo oggi allo spettacolo desolante di qualche patriarca che, dimentico del sangue dei martiri, si prostituisce e si inchina al vescovo di Roma, arrivando persino a chiamarlo "fratello".

Il "San Nicola di maggio" non dovrebbe essere un giorno di vuoti festeggiamenti ecumenici, ma un giorno di memoria vigile, di dignità e di ferma resistenza contro ogni compromesso dottrinale.