Testimonianze iconografiche ed etnografiche.
📷 La fotografia in alto risale all'inizio del XX secolo; mostra un gruppo di bambini albanesi vestiti con costumi tradizionali e il tipico antico copricapo pelasgo-albanese, impegnati in un gioco con bastoni e palla su un prato erboso.
La fotografia in basso è un bassorilievo in marmo noto come "Giocatori di palla", databile tra il 510-500 a.C. che raffigura un momento storico di atleti pelasgi con il copricapo pelasgo-albanese che praticano un gioco che gli elleni chiamarono keretizein, simile all'hockey moderno. L'opera è attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.
A prima vista, il gioco assomiglia al moderno "hockey su prato", ma in realtà è una forma di gioco popolare tradizionale, ereditata di generazione in generazione in terra albanese. Questa testimonianza iconografica è importante perché mostra un elemento di cultura materiale e spirituale che non si riscontra presso altri popoli dei Balcani.
Il gioco con bastoni e palla sull'erba è stato una forma di intrattenimento ed esercizio fisico nelle comunità albanesi, soprattutto nelle zone rurali e montane. Secondo le prove etnografiche, non è menzionato come tradizione tra i popoli vicini, il che lo rende un fenomeno esclusivamente albanese. Il gioco si praticava solitamente nei prati o nei campi aperti, spesso durante il riposo del bestiame nei pascoli, ed era parte della vita quotidiana di bambini e giovani.
Franz Nopcsa (1877–1933), nei suoi appunti sulla vita sugli altipiani albanesi, menziona che i ragazzi albanesi spesso si dedicavano a "spingere una palla con dei bastoni" come un modo per allenare forza, agilità e coordinazione.
Edith Durham (1863–1944), nel suo libro Alta Albania (1913), descrive i giochi dei ragazzi con bastoni e pietre, praticati negli altipiani maggiori, descrivendoli come attività che combinavano divertimento ed esercizio fisico.
L'Istituto di Cultura Popolare (Tirana), nei suoi studi sui giochi popolari degli anni '70, documenta un gioco chiamato "me top e shkopinj" (con palla e bastoni) in diverse zone del nord e del sud, con regole semplici, determinate dalla comunità, senza strutture formali come gli sport moderni.
Questo gioco può essere visto come una protoforma locale degli sport con i bastoni, sviluppata indipendentemente dai modelli occidentali. L'elemento dell'uso dei bastoni presenta somiglianze con i giochi di guerra di addestramento, suggerendo una duplice funzione: intrattenimento per i bambini ed esercizio per abilità fisiche e tattiche fin dalla tenera età. Questa tradizione ha radici antichissime, legate ai periodi pre-ellenici, pre-romani e pre-ottomani della storia albanese.
Gli ellenisti e i greci moderni come sempre cercano di grecizzare ogni cosa falsificando la storia dicendo che l'hockey è nato in Grecia solo perché il bassorilIevo fu trovato tra le rovine di Atene, nascondendo e manipolando la realtà, perché il bassorilievo rappresenta i popoli antichi pre-ellenici, ovvero i Pelasgi.
"I Pelasgi non erano greci; erano il popolo indigeno, originario, che abitava la Grecia e i Balcani prima delle invasioni elleniche."
"L'Albania è la culla in cui è sopravvissuto lo spirito dei Pelasgi, i creatori della prima civiltà mediterranea."
Quella prima civiltà mediterranea che dal centro Africa si diffuse in tutto il mondo di cui solo gli Albanesi sono discendenti come popolazione più antica d'Europa.
"YeGenna Chewata (o Gena/Qarsa) è una tradizionale partita di hockey su prato etiope giocata durante il periodo natalizio (7 gennaio). Coinvolge le squadre che usano bastoni di legno ricurvi per colpire una piccola palla di legno duro attraverso campi aperti, rappresentando l'unità e il patrimonio culturale. È un gioco ad alta energia, a volte duro, spesso giocato negli altopiani."
La fotografia e le fonti storiche che la accompagnano testimoniano un elemento unico del patrimonio culturale albanese nei Balcani: il gioco con bastoni e palla sull'erba, una tradizione che non ha analoghi documentati nei popoli vicini. È una testimonianza vivente di come la cultura popolare albanese abbia preservato forme di intrattenimento ed esercizio fisico dalle profonde origini storiche, mantenendo viva la propria identità e il proprio patrimonio.
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