sabato 29 aprile 2023

LE 12 TIPOLOGIE DI AMORE DELL'ANTICA GRECIA:

I filosofi greci distinguevano l’amore in 12 tipologie diverse a seconda delle diverse emozioni umane e sfumature del sentimento:

Agape (αγάπη)
Agape è l’amore incondizionato, anche non ricambiato. Va al di là delle forze umane, è un amore puro e senza alcuna aspettativa. L'amore nei vangeli e nel Cristianesimo Ortodosso, l'attributo fondamentale della divinità che ama gli uomini, si fa uomo e soffre e muore per essi, e da parte dell'uomo l'identificazione del prossimo con sé stesso e quindi con lo stesso Dio: l'Amor che move il Sole e l'altre stelle (Dante)

Eros (έρως)
Eros è la tipologia di amore più conosciuta. Dio greco della fertilità, il suo tipo di amore rappresenta quello passionale, il desiderio carnale. Veniva definito in termini di irrazionalità, perché il desiderio ardente avrebbe potuto portare alla follia.

Philia (φιλία)
Philia indica un tipo di amicizia profonda. Amicizia come vincolo di fiducia e lealtà, come fondamenta di un rapporto solido e suggellato dalla bellezza della condivisione. Amare ed essere amati. 

Storge (στοργή)
Storge è l’amore nei confronti della famiglia o dei parenti, tipico dei consanguinei, deriva da “stergo” che significa amare teneramente.

Philautia (φιλαυτία)
Philautia è l’amore per sé stessi, l’amor proprio, fonte di perfezionamento e benevolenza è definito come forma di egoismo positivo. 

Mania (μανία)
Mania associato all’amore è il desiderio incondizionato di amare e possedere, l’amore tossico che vive (apparentemente) solo attraverso il possesso di ciò che brama, il partner come oggetto del desiderio. Distruttivo. 

Charis (χάρις)
Charis è forse la tipologia d’amore più ambita tanto quanto appagante: idilliaco. Entrambi i partner si amano allo stesso modo, sia fisicamente che spiritualmente. 

Himeros (ἵμερος)
Himeros è l’amore che arde di desiderio fisico, impulsivo, irrefrenabile, l’amore folle. Desiderio carnale, non ascolta ragioni e va appagato nell’immediato. 

Anteros (αντέρως)
Anteros, fratello di Eros (si narra fossero inseparabili) è l’amore corrisposto con il rispettivo coniuge/compagno e indica la stabilità sentimentale. 

Pragma (πρᾶγμα)
Pragma è associato all’amore maturo di lunga data, ma anche al compromesso e alla pazienza. Fare uno sforzo per dare amore piuttosto che solo per riceverlo.

Pothos (Πόθος)
Pothos è la personificazione del rimpianto e del senso di nostalgia che si prova quando una persona amata è lontana. È anche identificato con l’amore adolescenziale, l’infatuazione, il desiderio prima dell’incontro. 

Thelema (θέλημα)
Thelema è l’amore nei confronti di ciò che si fa, il proprio lavoro, il piacere di fare qualcosa, il desiderio voler fare e non è rivolto quindi ad una persona.

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martedì 25 aprile 2023

IL DIAVOLO IN MUSSOLINI


 Quando Dio creò il mondo e quanto esiste, stabilì tutto secondo una giusta disposizione
mai avrebbe desiderato offrire al peccato una dimora tra gli esseri umani e tra i loro sovrani.
Fondò una legge santa
per governare l'universo maestoso, e tutto ciò che creò
era vincolato a seguire siffatto corso.
Ma il male si infiltrò nella vita dell'uomo,
rovinando tutto ciò che la Bontà aveva concesso,
E si accese tra i due un conflitto
che spinse l'uomo alla sua triste tomba: il diavolo ed il Signore degli Eserciti
hanno combattuto sulle pianure della vita, ed ancora si può scorgere il furore del conflitto
che vede Dio vittorioso ad ogni battaglia.
I Cesari giunsero e così andaron via,
come già Alessandro ed i suoi simili, Napoleone giunse altresì
seguito molto da vicino da Mussolini; quest'ultimo diavolo levò la spada
per ferire a sangue un mondo di uomini pacifici.
Ed il peccato di Roma lo proclamò eccelso
alla sua discesa tra i figli di Dio.
Questo diavolo in veste d'uomo, compie i suoi trucchi e le sue opere con arroganza:
declama la grande fama dell'Italia
e sfida allora il Signore degli Eserciti;
la lotta procede tra i due, per concludersi poi come avvenne,
perchè Dio deve vincere ogni causa, ogni minaccia che l'uomo avanza su ogni fronte.
Il tempo giungerà quando ogni mano
colpirà il Cane Folle sul capo,
e questi cadrà verso l'inferno, lasciando la propria macchia tra i morti.
Questo Mussolini, uomo-diavolo,
è giunto dalla nicchia più oscura.
E con l'apparenza da selvaggio, per aspetto ed opere, tenta di prendere la vita che Dio concede.
Questo vile pazzoide non è certo in grado di insufflare l'anima, neppure certo potrebbe forgiare creatura alcuna,
eppure vorrebbe ferire a morte tutti gli uomini
e ciò per sola vanità.
Conduce la marcia contro neri e bianchi,
per incoronarsi signore della terra, ma se conquista, soltanto per poco,
i suoi trionfi altro non sono che demoniaca ilarità.
Il tempo giungerà per incatenargli caviglie e polsi, come ogni diavolo già passato,
ed egli sarà allora soltanto uno stolto in più, nato dal grembo satanico.
Maledite il diavolo dei colli, i colli dell'empietà romana,
e volgete lo sguardo a Dio, il Re della Pace, che regna per benedire la specie umana.

(Poesia e Profezia dell' On. Marcus Garvey del 1936)

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lunedì 24 aprile 2023

BABILONIA d.C.

 

L’architettura del Parlamento europeo – completato il 14 dicembre del 1999 – presenta precisi simbolismi di matrice esoterica che potrebbero essere indicativi della natura altrettanto iniziatica delle élite di potere che dominano il Vecchio Continente: la torre principale del Parlamento, infatti, denominata “Palazzo Louis Weiss” presenta delle forti similitudini con la torre di Babele di cui si narra nella Bibbia, sia per il suo carattere di incompiutezza, osservabile alla sommità dell’edificio, sia per la forma stessa della costruzione. Non a caso, la struttura assomiglia a quella ritratta nel dipinto intitolato “La Torre di Babele” di Pieter Bruegel il Vecchio del 1563. Capire il significato della narrazione biblica, dunque, permette di comprendere anche alcuni capisaldi su cui si fonda la governance europea e i suoi obiettivi. Nel racconto, infatti, emergono alcuni dei principali pilastri ideologici della cupola di potere europea e mondiale.

La storia dell’edificazione della torre di Babele è narrata nel libro della Genesi: gli uomini, per non ottemperare al comandamento divino di disperdersi su tutta la terra, giunsero sulla pianura di Sennaar (in Mesopotamia) lungo il fiume Eufrate e nella città di Babele cominciarono a costruire una torre che doveva arrivare fino al Cielo, in sfida a Dio. A quel tempo l’umanità parlava un’unica lingua, il Ge'ez d'Etiopia, ma Dio, per punirli, creò confusione tra di loro facendo in modo che ciascuno parlasse lingue diverse così che, non potendosi più capire, non potessero completare la loro opera sacrilega. Ha origine qui, dal punto di vista teologico, la divisione dell’unità della lingua prima e originale, poi ripristinata grazie al dono dello Spirito Santo nella Pentecoste, e conservata ancora oggi dai sacerdoti e monaci Cristiani Ortodossi nel suo luogo d'origine in Etiopia. Secondo le Sacre Scritture fu il famigerato tiranno Nimrod figlio di Etiopia, fondatore e sovrano del primo regno dopo il Diluvio, a voler costruire la torre come atto di ribellione a Dio: «[Nimrod] trasformò gradatamente il governo in una tirannia, non vedendo altro modo per sviare gli uomini dal timor di Dio, se non quello di tenerli costantemente in suo potere. Disse inoltre che intendeva vendicarsi con Dio, se mai avesse avuto in mente di sommergere di nuovo il mondo; perciò, avrebbe costruito una torre così alta che le acque non l’avrebbero potuta raggiungere, e avrebbe vendicato la distruzione dei loro antenati. La folla fu assai pronta a seguire la decisione di [Nimrod], considerando un atto di codardia il sottomettersi a Dio. Si accinsero così a costruire la torre ed essa sorse con una velocità inaspettata», scriveva lo scrittore ebreo Giuseppe Flavio (37 – 100 d.C.) nell’opera “Antichità giudaiche”. Anche Dante Alighieri, nel canto XXXI dell’Inferno, incolpa esplicitamente Nimrod (che chiama Nembrotto) di aver provocato la confusione delle lingue. Per esemplare contrappasso, Nembrotto è punito con l’impossibilità di comunicare, parlando un linguaggio comprensibile solo a lui, e non potendo comprendere altri.

Costruire il Parlamento europeo come la Torre di Babele è segno della condivisione della visione di Nimrod che prevedeva un avvento graduale della tirannia, la secolarizzazione dell’umanità per sostituire il timore di Dio con la dipendenza dal potere politico, l’instaurazione di un unico governo e di un’unica religione mondiale e la sfida a Dio nel vano tentativo di prenderne il posto. Secondo il racconto biblico, la torre non fu mai completata: da qui l’incompiutezza della parte superiore della torre del Parlamento che si può interpretare quindi come la prosecuzione del lavoro interrotto di Nimrod. Del resto, a confermare il simbolismo babelico del Palazzo di Strasburgo è proprio un poster ufficiale dell’Ue, successivamente ritirato a causa delle critiche. Nel poster si vedeva il popolo europeo riedificare la torre e in basso a destra la scritta “Europa: molte lingue, un’unica voce”. Esso è la prova dell’approccio esoterico dei costruttori e del riferimento al racconto biblico: lo slogan, infatti, si riferisce alla confusione (da Babele – significa confondere) creata da Dio attraverso una moltitudine di lingue. Le stelle in alto presenti nel poster, invece, rappresentano un pentagramma rovesciato, simbolo dell'anticristo.

Un giudizio peggiore della sorte di Babele cadrà su coloro che invano oggi tentano ancora una volta di prendere il posto a cui spetta solo a Cristo nostro vero Dio.

lunedì 10 aprile 2023

SANTO E GRANDE LUNEDÌ - "IL SENSO DELLA BELLEZZA"


(di P. Maximos Lavriotis)

La Chiesa Ortodossa inaugura l'inizio della Settimana Santa con la figura biblica di Giuseppe "il Pankalos" (Il tutto bello). Una storia commovente e  molto profonda: i suoi 10 fratelli lo odiano a morte, lo gettano in una fossa, lo vendono ai commercianti per pochi soldi e dicono al loro padre che hanno trovato la veste insanguinata...

Il padre credendolo morto, lo piange, ma Giuseppe diventerà re in Egitto, avendo evitato i tranelli della donna che lo ha follemente amato. Alla fine  perdonerà i suoi fratelli e darà loro del cibo durante il periodo di carestia.

Ancora più sconvolgente del racconto biblico è l'avvicinamento che ne fa la Chiesa Ortodossa. Chiama Giuseppe Pankalo = tutto bello e non Panareto = tutto virtuoso, e così facendo mostra la corretta concezione che aveva il cristianesimo primitivo della bellezza: non una considerazione estetica, ma una stima realista: ogni portatore del bello contiene una bellezza primordiale. Non bellezza che abbaglia, ma realtà che scuote. Questa considerazione è profondamente biblica: è, per primo, il Creatore nella Genesi che guarda tutta la Sua creazione e dice: "tutto quello che è stato creato è molto bello".

Giustamente allora, i Padri della Chiesa e teologi dell'Oriente hanno identificato l'Essere con il Kalos (bellezza). Basta che qualcuno o qualcosa venga all'esistenza come creatura ed avere la sua origine dal Creatore, per portare il Kalos, la Bellezza.

Niente in comune questo Kalos ha con quello che oggi comunemente intendiamo per bellezza. Serpenti, lucertole, bestie e creature velenose sono tutte molto belle perché create da Dio e sicuramente anche l'uomo, la perfezione della creazione, è sempre stato ornato dal principio da ogni virtù. Ogni uomo che fa agire questa virtù naturale diventa da kalos (bello) a pankalos (tutto bello), come Giuseppe. Ma questo comporta, nella pratica, molta tribolazione e immenso dolore... Giuseppe ha evitato il facile edonismo, è imprigionato... ha molto sofferto...

Nel suo volto la Chiesa Ortodossa riconosce la prefigurazione della Passione di Cristo. Per questo lo mette in evidenza nella funzione del Lunedì Santo. E questo diventa una grande lezione per noi e in particolare per la nostra idea di "bellezza": Kalos (bello) non è colui che affascina le masse con la sua conoscenza, il suo sorriso, la sua arte. Kalos (bellezza) non è l'attrazione senza logica. Giuseppe ha assunto il dolore e la morte che gli hanno offerto i suoi fratelli e ha trasformato questo dolore in perdono, bontà, pietà e misericordia prefigurando dunque il ruolo di Cristo. È rimasto Pankalos (tutto bello) quindi perché non ha lasciato che la cattiveria, l'odio e tutte le passioni umane lo potessero dominare. Ha dimostrato allora come si mantiene "bello" colui che accetta di camminare insieme col dolore e quale "grande riuscita" è ricevere dolore e morte non solo dai nemici, ma anche dai fratelli.

Nelle società moderne dove la morte procurata dal fratello non ci scuote più, la persona "tutta bella" di Giuseppe ci distribuisce ancora il nutrimento che ci manca: offre il seme dell'amore nelle mani di tutti quelli che hanno odiato involontariamente, non solo il proprio fratello, ma anche il Creatore di tutta la Bellezza aumana.

Facendo memoria di questa enorme bontà, con questa invisibile bellezza, cominciano nella Chiesa Ortodossa le celebrazioni della Grande e Santa Settimana verso la commemorazione della Passione di Cristo.

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mercoledì 5 aprile 2023

IL GENERALE RUSSO D'ETIOPIA.


 Abram Petrovich Hannibal (Gannibal in Russia) era un principe etiope, nato intorno al 1696 presso un villaggio chiamato Lagon, situato sull’estrema riva nord-est del fiume Mareb.

Durante i tentativi di invasione musulmana all'Etiopia i figli delle famiglie nobili etiopi venivano presi su ordine del capo di tutti i musulmani, il sultano turco, come ostaggi, per essere uccisi o venduti come schiavi. Gannibal fu rapito dai musulmani e inviato a Istanbul come ostaggio. Sua sorella Lahan venne catturata assieme a lui, ma morì durante il viaggio.

All'età di sette anni, Gannibal venne portato alla corte del sultano ottomano di Costantinopoli e dopo avervi trascorso un anno fu inviato come regalo allo zar Pietro di Russia. A San Pietroburgo, l'imperatore Pietro il Grande lo adottò e lo crebbe assieme ai suoi figli. Gannibal fu battezzato nel 1705 nella Chiesa Ortodossa di Santa Parasceve, a Vilnius, con Pietro il Grande come padrino e gli diede i nomi Petrovich (come se stesso) e Annibale (dal nome del generale africano che era temuto a Roma).

Fu educato alla corte dello zar di Russia. Era uno studente brillante e presto divenne uno dei preferiti dello zar. Nel 1717 Gannibal venne portato in Francia per poter continuare i propri studi in campo artistico, scientifico e militare. A quel punto, egli parlava correntemente diverse lingue e conosceva la matematica e la geometria. Completata l'istruzione ritornò a San Pietroburgo.

Divenne maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell'Impero russo, fu nominato precettore del principe ereditario. Ma dopo la morte di Pietro le gelosie della corte lo portarono ad essere inviato in Siberia per lavori sempre meno importanti. Alla fine fu arrestato e imprigionato. La zarina Anna Ivanova lo salvò e non solo ripristinò la sua posizione a corte, ma lo nominò ingegnere generale della Russia e gli conferì la medaglia Alexander Nevski. Morì da uomo ricco e venerato, lasciando una moglie e nove figli. Fu bisnonno di Aleksander Pushkin, fondatore della lingua letteraria russa contemporanea che scrisse su di lui un romanzo incompiuto.

⚡🔯 "L'Etiopia può essere orgogliosa del fatto che uno dei suoi cittadini abbia combattuto insieme a Pietro il Grande e grazie a questo è stata associata al vostro più grande poeta Aleksander Pushkin."
(Haile Selassie, Re dei Re, Luce del mondo) 《《《 Estratto da un discorso del Re dei Re durante la Sua visita all'Unione Sovietica nel 1959, opuscolo disponibile al seguente indirizzo ➡️ [ITA] https://amzn.eu/d/g2geToI + ➡️ [ENG] https://a.co/d/0gkNFP4 《《《

domenica 2 aprile 2023

IL SIGNORE REGNA


In questo giorno, 2 aprile 1930, alla morte dell'Imperatrice Zewditu, l'erede al trono e Reggente, il Negus Tafari Makonnen (Re Terribile Giusto Giudice) è stato proclamato Imperatore d'Etiopia con il Nome di Qadamawi Haile Selassie (Il Principio Potenza della Trinità), con i titoli cristologici di Re dei Re, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda, Eletto di Dio, Luce del mondo, Re di Israele.

Con i preparativi in ​​corso per un evento internazionale del tipo che l'Etiopia e il mondo intero non aveva mai visto prima, la cerimonia di incoronazione di Sua Maestà Imperiale sarebbe stata rinviata al 2 novembre 1930.

La visione profetica dell'Apocalisse di Giovanni viene così manifestata e compiuta con l'inizio di questo giorno e sigillata 7 mesi dopo:

"Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d'oro e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza." (Apocalisse 1:12-16)

- Il Figlio dell'uomo che Giovanni vide, non ci sono dubbi, è il Cristo nel Suo Carattere Regale.

- I sette candelabri d'oro sono le sette chiese, o meglio i sette stadi della Sua unica Chiesa. Sono d'oro perché la Chiesa di Cristo è il Suo corpo. E che il corpo di Cristo sia d'oro significa che esso è incorruttibile.

- L'abito lungo fino ai piedi rappresenta il Suo Regno, il Potere di Cristo nella protezione e Vita Eterna.

- La fascia che gli cinge il petto rappresenta il Potere di Cristo nelle Sue azioni basate sull'amore e che è pronto per il lavoro che è venuto a compiere. È d'oro perché la Sua Parola dura per sempre e mai cambia.

- Il petto rappresenta la Parola di Dio, le Sacre Scritture, Destra Antico Testamento e Sinistra Nuovo Testamento.

- I capelli sono come lana perché nella Sua umanità egli è Africano.
La lana rappresenta il caldo e la neve il freddo; Significa che il Signore è sempre e comunque ogni volta lì per te, sia quando sei caldo e sia quando sei freddo nei suoi confronti.

- Gli occhi fiammeggianti come fuoco rappresentano la Conoscenza. Egli è onnisciente e nulla è nascosto a Lui.

- I piedi come bronzo splendente ancora mostrano la sua umanità di pelle scura. Il bronzo rappresenta la purezza e il crogiolo, cioè la fornace, rappresenta la Potenza di Cristo nella redenzione.

- La Sua voce simile al fragore di grandi acque conferma ancora una volta la Sua umanità Africana e più precisamente Etiope, perché il Ge'ez e l'Amarico, la lingua che Egli parla ha il suono del fragore delle acque. La Sua voce è rassicurante come l'acqua che spegne il fuoco; La Sua voce lenisce il dolore e lo fa scomparire.

- Le sette stelle che tiene nella Sua destra sono i capi, i vescovi, i sacerdoti, i pastori delle sette chiese; essi sono nella mano destra del Signore, ovvero sono sotto la Sua protezione, sotto la Sua Suprema Autorità. Nessuno può scuoterli o frantumarli, l'unico che permette che le cose accadano alla Chiesa è Cristo. La destra rappresenta anche Benedizione e Santità.

- La Spada a doppio taglio che esce dalla Sua bocca rappresenta la Sua Parola. La Sua Parola è un'arma ed è più affilata di una spada a doppio taglio; essa può uccidere ma anche guarire. Quando il Signore dice e proclama la Verità, essa ti può ferire, ma quando ti apri alla Verità anche se all'inizio ti ferisce essa guarirà le tue ferite.

La Spada inoltre uccide i nemici del Signore e libera chi è con Lui.

"Cingi, prode, la spada al tuo fianco,
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia."
(Salmo 45:4-5)

Un lato della Spada del Signore è la Sua Gloria, l'altro lato della Spada è la Sua Maestà. Il Signore viene con Gloria e Maestà. I popoli vedranno la Sua Gloria e chi rifiuta la Sua Parola vedrà la Sua Maestà, ovvero il Suo Giudizio. Egli verrà nella Sua Maestà e nella Sua Gloria, in entrambi i modi, e in entrambi i modi Egli è vittorioso.

Lui è il Giusto Giudice (Tafari Makonnen), Egli giudica con la Sua Parola chi la rifiuta, ma per coloro che l'accettano donerà loro la Sua Gloria, ovvero di Regnare insieme a Lui nel Suo Regno.

- Il Suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza: dato che i capi delle sette chiese sono le stelle, Egli è il Sole che brilla più delle stelle e la bellezza delle stelle viene proprio dal sole che brilla su queste stelle.

"Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi." (Apocalisse 1:17-18)

Benedetto sia il Re dei Re.
(@Bro.Yo-Seyf)

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