mercoledì 25 ottobre 2023

IL RITORNO DELLE RELIQUIE DI SAN MARCO IN EGITTO. 🦁🌿𓋹

 

Per i Cristiani Ortodossi, corpo e anima compongono la persona; la persona che si unisce a Dio per mezzo di Cristo si deifica e il corpo di un Santo condivide la santità dell'anima del Santo.

L'uomo deificato, colui che ha la Grazia di Dio, continua ad avere anche dopo la sua morte fisica questa Grazia e per questo motivo le sante reliquie mostrano diverse manifestazioni di testimonianza della santità: ad esempio compiono dei miracoli taumaturgici, inoltre sono incorruttibi a testimonianza che le energie icreate di Dio, Uno e Trino, si sono insediate nel corpo di carne della persona e lo mantengono intatto, e in alcuni casi il corpo incorrotto dei Santi secerne un liquido balsamico profumato detto Myron.

La venerazione conferita alle reliquie dalla Chiesa Ortodossa è una testimonianza della nostra fede nella gloria universale, dell'uomo di Dio.

Come le icone dei Santi, così le sante reliquie non sono oggetto di culto, giacché il culto appartiene solo a Dio, Uno e Trino, ma a loro è dovuto onore e venerazione e non adorazione, la quale va a Cristo Re. I Santi sono venerati e amati e viene loro richiesto di intercedere per la salvezza, ma non viene loro data l'adorazione riservata a Dio, perché la loro santità deriva da Dio.

Da un certo momento storico, nella chiesa cattolica romana, ormai da secoli corrotta e deviata, intrisa di eresie e paganesimo, anche la venerazione delle reliquie ha seguito un percorso che ha portato le persone a un culto idolatrico che dava alle reliquie un potere, si può dire, magico, avendo abbandonato la via per la divinizzazione e un potere economico, perché usate a scopo di lucro.

Iniziò così una corsa maniacale alle reliquie da parte dei veneziani, dei baresi, dei genovesi e di tanti altri i quali pensarono che la loro patria terrena potesse essere al sicuro e prosperare nel commercio e nella suprememazia sugli altri popoli se avessero avuto una grande quantità di reliquie sacre a proteggerli (dato che nella corrotta chiesa cattolica di santi neanche l'ombra) non avendo capito che la reliquia è protezione e aiuto alla persona di fede, abbandonandosi al commercio vergognoso delle reliquie e alla loro traslazione dal loro luogo naturale.

La quarta crociata ebbe un effetto devastante sulla Chiesa Ortodossa e sull'impero d'oriente; i crociati si gettarono a caccia di reliquie e di tesori custoditi in quasi tutte le Chiese Ortodosse d'Oriente, dando luogo a un depredare che non ha eguali nella storia. A Venezia arrivarono navi cariche di mosaici, pannelli, pietre scolpite, pilastri, manoscritti preziosi, icone, cavalli d'oro appartenuti a Costantino, calici d'oro, parti di altari, Vangeli, gioelli, pietre rare e parti di edifici che hanno contribuito a creare il tessuto della città che oggi è Venezia, ma soprattutto arrivarono le reliquie.

Tra queste sante reliquie rubate alla Chiesa Ortodossa e traslate in Italia ci sono quelle dell'Apostolo Marco che scrisse il Vangelo che porta il suo nome; il fondatore della Chiesa Ortodossa copta d'Egitto e primo vescovo di Alessandria D'Egitto. Dopo il martirio ad Alessandria nel 68 d.C., il suo corpo fu conservato in Egitto.

Le reliquie del Santo erano sentite dalla classe dirigente veneziana come elemento determinante per fare nella 'Nova Venecia' lagunare, il centro del potere politico della regione e il fulcro del potere religioso del corrotto patriarcato aquileiese. Così si organizzò una spedizione per trafugare le sante reliquie.

Le spoglie del santo, arrivarono a Venezia grazie allo stratagemma di due mercanti veneziani, Rustico da Torcello e Bono o Tribuno da Malamocco che, insieme a un servo, Basilio, trafugarono di nascosto le reliquie del Santo dalla sede del suo Trono Apostolico e le nascosero in una cesta piena di frutta e carne di maiale, impura per i musulmani e per questo passata alla dogana senza troppi problemi, sulla nave diretta da Alessandria D'Egitto a Venezia. Era il 31 gennaio 828. 

L'impresa fu un vero e proprio investimento, previamente programmato ed adeguatamente finanziato, ordinato all'innalzamento del prestigio, per così dire, internazionale della città.

Ma Grazie al nostro Dio, Uno e Trino, al tempo i cui sedeva sul seggio di San Marco Papa Kyrillos VI il Taumaturgo e contemporaneamente sedeva in Etiopia sul Trono di Davide il Leone Conquistatore di Giuda e Re dei Re Haile Selassie, diversi grandi eventi di gioia avvennero nella Santa Ortodossia. Tra questi ricordiamo che uno dei primi atti del regno di Papa Kyrillos VI fu la concessione dell’autocefalia alla Chiesa Ortodossa Tewahedo d'Etiopia, secondo un accordo raggiunto durante il regno del suo predecessore. Il convegno dei capi delle Chiese Ortodosse Orientali, che si tenne ad Addis Abeba, in Etiopia, nel gennaio del 1965, grazie alla lungimiranza del Re dei Re, è senza dubbio un'altro evento di una certa importanza nella storia della Chiesa Ortodossa dei nostri tempi.

Uno di questi eventi importanti fu proprio il ritorno delle sante reliquie dell'Apostolo Marco nella sede del suo Trono Apostolico dopo secoli che vi furono rubate.

Per molti secoli la Chiesa Copta Ortodossa d'Egitto ha voluto indietro le reliquie del suo santo patrono. Ma fu sotto il pontificato di Papa Kyrillos VI il Taumaturgo e il prezioso aiuto del Re dei Re Haile Selassie che questo sogno divenne realtà.

Dal momento in cui Papa Kyrillos VI scese dall'aereo che trasportava le sacre reliquie, inni, liturgie e dossologie furono cantati incessantemente.

Esseri celesti luminosi sotto forma di piccioni bianchi sorvolarono l'aeroporto del Cairo e furono visti da tutti gli assistenti (era mezz'ora prima di mezzanotte e i veri piccioni non volano di notte). Questi esseri erano simili alle 'colombe'. Sono apparsi all'improvviso e sono anche scomparsi all'improvviso. 

I Leoni si incontrano e dopo una grande liturgia e la benedizione del Re dei Re Haile Selassie accompagnate da preghiere incessanti, le reliquie di San Marco vennero infine deposte in un santuario speciale nella nuova Cattedrale di San Marco al Cairo in Egitto, dove ancora oggi lì riposano. 𓋴𓈖𓃀𓏜𓎟

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, e con le intercessioni della Vergine Maria, Madre di Dio, e del Papa San Kyrillos VI il Taumaturgo, fa’ che impariamo anche noi a seguire fedelmente il Cristo Re Signore. Egli è Dio, e Vive e Regna con te, nell’Unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amìn!

Grazie della lettura e godetevi il video del ritorno delle reliquie di San Marco in Egitto.

sabato 21 ottobre 2023

QUANDO IL RE DEI RE VISITÒ GERUSALEMME


"Al Nostro arrivo, l'orchestra presente ha suonato l'inno nazionale etiope. Camminando sulla riva, siamo passati accanto a file di soldati che ci hanno accolto con rispetto, traducendo anche il nostro inno. Ebrei e arabi, che litigavano continuamente tra loro, improvvisamente dimenticarono le loro differenze e, stando insieme, ci osservavano con piacere e rispetto."
(Haile Selassie I, Re dei Re, Luce del mondo, Re di Israele in "La mia vita e il progresso dell'Etiopia vol. 1", sul suo viaggio a Iyeruselam nel 1936)

Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda (l'Etiopia) e a Gerusalemme.

Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore (Etiopia)
sarà eretto sulla cima dei monti
e sarà più alto dei colli;
ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci indichi le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion (Etiopia) uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà Giudice (Makonnen) fra le genti
e sarà Arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci;
un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno più nell'arte della guerra.
Casa di Giacobbe (Gerusalemme), vieni,
camminiamo nella Luce del Signore.
Amìn

DEREK 🔯🔥
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mercoledì 4 ottobre 2023

IL MONACO ORTODOSSO CALABRESE CHE ISTRUÌ SAN GIOVANNI DAMASCENO

 

Sapevi che l'insegnante di San Giovanni Damasceno, uno dei più grandi teologi e innografi della Chiesa romano-Ortodossa, fu un Monaco Ortodosso calabrese?

Il Monaco Ortodosso calabrese, Cosma, era una specie di enciclopedia in carne e ossa. Egli sapeva di Etica, Retorica, Geometria, Astronomia, Filosofia, Teologia...: Cosma, in poche parole, "aveva scrutato tutto lo scibile umano".

Per sua disgrazia, fu catturato in una delle periodiche razzie che i saraceni, puntuali a ogni primavera, conducevano sulle coste della Calabria, e messo in vendita al mercato degli schiavi di Damasco.

Per sua fortuna, fu acquistato da Sarjun ibn Mansur (سرجون بن منصور), un arabo Cristiano Ortodosso, ch'era Ministro delle Finanze. Il Monaco Cosma così finì per fare l'istitutore del figlio di Sergio, Yuhana Ibn Sarjun (يوحنا ابن ﺳﺮﺟﻮﻥ), e a lui diede una solida formazione letteraria e filosofica.

Giovanni prese poi il posto del padre, Sergio; attorno al 717, a seguito di qualche screzio tra arabi Cristiani e arabi musulmani, abbandonò la corte ommayade e si fece Monaco nella laura di San Saba in Palestina, passando poi alla storia come San Giovanni il Damasceno, uno dei più grandi teologi e innografi della Chiesa romano-Ortodossa. 𓋴𓈖𓃀𓏜𓎟

domenica 1 ottobre 2023

VISITA ALLE RELIQUIE DI SAN GIOVANNI IL BUONO DI MATERA 🐂☿🔯🔥


 San Giovanni di Matera fa parte di quei monaci Cristiani Ortodossi della resistenza contro l'invasione franco-cattolica intentata alla distruzione dell'Ortodossia nel Sud Italia.

Giovanni nacque a Matera da genitori di modeste condizioni e sin da ragazzo fu spinto dalla divina Grazia ad amare la vita solitaria. Indossate perciò le vesti più povere che potè trovare, egli si recò in un Monastero Ortodosso sulle isole Cheridi a cui fu affidata la custodia del gregge del monastero. 

Ispirato da una divina Visione si recò in Calabria e in seguito si spostò in Sicilia e in Puglia. E mentre prima aveva osservato un rigoroso silenzio, all'arrivo dell'invasione franco-cattolica nel sud Italia, illuminato dalla divina Grazia, cominciò a parlare e a insegnare in modo così penetrante che nessuno poteva resistere allo Spirito che parlava per mezzo di lui; gli astuti e ingegnosi dialettici cattolici che cercavano di sedurre il popolo, se ne andavano via confusi e umiliati da questo Santo padre che si opponeva alle loro false dottrine e false e sofisticate argomentazioni, ed arrossiti e svergognati, evitavano il servo di Dio, vedendo chiaramente di essere stati vinti non da umani, ma da divini argomenti.

Biasimando taluni, rimproverando altri, scongiurava tutti come il buon pastore buono a rimanere saldi nella Santa Ortodossia, e si faceva tutto a tutti, per condurre tutti a Cristo.

Una volta, recatosi a Bari si diede a predicare, sicché alcuni, abbandonato l'errore loro imposto dai cattolici, desideravano prendere la via della Verità; altri invece lo denunciarono al vescovo franco-cattolico come eretico. Il mirabile padre Giovanni fu quindi catturato e portato in catene, come eretico, davanti al suddetto vescovo e ai suoi sacerdoti. Egli fu in vari modi oltraggiato e minacciato dalla condanna al rogo, ma poi grazie a Dio riuscì ad essere rilasciato libero.

Il Santo Giovanni fondò diversi monasteri nel meridione d'Italia, e un giorno mosso da Spirito, si recò in un luogo dove indicò ad alcuni dove avrebbero potuto scavare per trovare pietre e calce in abbondanza, come infatti avvenne. Ma il conte franco-cattolico Roberto di Chiaromonte, convinto che il venerando padre avesse trovato sotto terra un tesoro, comandò che fosse preso, legato con forza e tradotto in carcere. E mentre egli era afflitto dal tormento troppo grande del carcere, la divina Misericordia dolcemente lo consolò con una visione, e subito egli si trovò sciolto da ogni catena, e fuori dalla porta del carcere; sotto gli occhi dei carcerieri andò via.

Un giovane di nome Gioele di nascosto venne dall'uomo di Dio, e chiese di indossare l'abito monastico. I suoi genitori e parenti, tutti insieme, andarono allora armati al monastero, ed entrati nottetempo trovarono Gioele in preghiera tra i monaci. Afferrarono quindi il giovane Gioele, e strappatogli l'abito monastico e rivestitolo d'una veste mondana, lo portarono via, affidandolo in custodia a un sacerdote franco-cattolico, nemico del mirabile Giovanni e che ardeva del desiderio di distruggere il Monastero Ortodosso. Di poi Gioele, essendosi liberato per le preghiere dell'uomo di Dio, tornò al Monastero, dove il venerabile Giovanni rifulgeva di Santità.

Molti miracoli e prodigi compì il Santo Giovanni durante la sua vita girando fra il popolo di vari paesi del Meridione predicando ed esortando tutti a rimanere saldi nella Santa Ortodossia fino a quando il 20 luglio 1139 si addormentò in pace, rallegrandosi gli angeli di un così grande, del quale trasportarono nella celeste Gerusalemme l'anima preziosa e cara a Dio.

Il culto di San Giovanni si diffuse rapidamente in ambiente Ortodosso, la sua casa natale fu trasformata in una chiesa rupestre, situata nei Sassi di Matera. Successivamente con la totale distruzione dell'Ortodossia nel Meridione, come è accaduto per molti Santi Ortodossi del Sud Italia il suo culto venne assorbito e diffuso anche in ambiente cattolico latino cambiando date ed eventi; la sua 'Vita' fu modificata dai gesuiti adattandola e ribaltandola a loro piacimento dandole una mentalità latinizzata se non proprio del tutto occidentale. Le sue reliquie, dapprima poste sotto l'altare dell'Abbazia di Pulsano, nel 1830 furono traslate a Matera e dal 1939 sono conservate in un sarcofago nella Cattedrale di Matera. 𓋴𓈖𓃀𓏜𓎟

O Signore fa che per l’intercessione di San Giovanni da Matera e dei tuoi Santi, l’umanità ritorni alla pratica della Fede Cristiana Ortodossa per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio a lode e gloria del tuo Nome Nuovo ed il trionfo della Chiesa Ortodossa. Amìn. 🦁👑

DEREK 🔯🔥
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