La storia ufficiale ci ha falsamente consegnato un’immagine di *Alessandro il Macedone* come un eroe puramente ellenico, ma uno sguardo più attento alle dinamiche di corte e alla genealogia delle sue guardie del corpo rivela una realtà molto diversa. Le sette guardie scelte che proteggevano il re non erano semplici soldati, ma l'espressione di un sistema socio-politico radicato nelle terre d'Albania: di Macedonia, Epiro e Illiria.
Un’Alleanza di Sangue e Onore
A differenza della demo(n)crazia ellenica o delle strutture cittadine delle *poleis*, la corte macedone poggiava su un pilastro fondamentale: il *vincolo di sangue*. Le sette guardie raffigurate — *Peitone Parthinio, Leonato Peneste, Lisimaco Dardanio, Aristono Taulantidse, Ballaio Illirico, Arriba Epiroto e Perdica Lincestide* — rappresentavano le grandi casate reali dei territori albanesi.
Questi guerrieri erano legati ad Alessandro da alleanze matrimoniali e discendenze comuni che risalivano alle antiche tribù albanesi:
- Illiri e Dardani: Famiglie guerriere note per la loro tempra indomita.
- Epiroti: Legati direttamente alla madre di Alessandro, Olimpiade, principessa d'Epiro.
- Lincestidi e Penesti: Nobiltà che condivideva con i Macedoni la stessa radice etno-culturale.
L'Eredità Pelasgica: Dall'Età del Bronzo ad Alessandro
Le radici di questa fratellanza non affondano nel pensiero filosofico di Atene, ma nella *civiltà pelasgica* dell'Età del Bronzo. Si tratta di un retaggio che risale all'epoca pre-omerica, dove il potere non era delegato tramite voto, ma esercitato da re-guerrieri uniti da patti di fedeltà assoluta.
Mentre la Grecia classica si evolveva verso forme di governo tra virgolette civili, che in realtà erano governi dittatoriali, i regni di *Macedonia, Epiro, Dardania e Illiria* mantennero intatta quella struttura eroica e tribale. Le guardie del corpo di Alessandro erano, in essenza, i successori diretti di quel mondo pre-ellenico, custodi di una lingua e di tradizioni che li distinguevano nettamente dal resto della fanteria ellenica.
- Arriba: di tribù Epirota; Casata d'Epiro; Legame dinastico con Olimpiade.
- Lisimaco: di tribù Dardana; Casata della Dardania; Nobiltà del nord (attuale Kosovo/Albania settentrionale)
- Ballaio: di tribù Illirica; Casata dell'Illiria; Rappresentante delle stirpi costiere adriatiche
- Perdica: di tribù Lincestide; Casata della Lincestide; Alta nobiltà della Macedonia occidentale
- Aristonio: della tribù dei Taulanti; stanziati nelle regioni dell'odierna Albania centrale, tra il fiume Vojussa a sud e la città di Epidamnos (l'attuale Durazzo) a nord, insieme ad Albanoi e Partini.
- Leonato: della tribù dei Penesti; stanziati nell'area montuosa tra la Macedonia e l'Albania, situata lungo la valle del fiume Drin Nero, a nord del lago di Ocrida.
- Peitone: della tribù dei Partini; insieme ai Taulanti stanziati nelle regioni dell'odierna Albania, centrale tra il fiume Vojussa a sud e la città di Epidamnos (l'attuale Durazzo) a nord.
Conclusione: Il Cuore Albanese dell'Impero
Vedere la realtà dei fatti non ellenizzata e quindi osservare la cerchia ristretta di Alessandro come un gruppo di nobili di origine albanese (pelasgo-illirica) getta una nuova luce sulla velocità delle sue conquiste. Non fu solo il genio tattico a vincere, ma la compattezza di un'élite guerriera legata da un codice d'onore arcaico e familiare, estraneo agli effemminati elleni del sud.
Alessandro non era solo un re; era il vertice di una piramide di clan guerrieri che vedevano in lui il condottiero di una stirpe antica, destinata a dominare il mondo allora conosciuto.
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