Ecco la traduzione in italiano del testo della foto. Si tratta di un resoconto storico celebrativo su **Giorgio Kastriota**, meglio conosciuto come **Scanderbeg**, l'eroe nazionale albanese.
« Giorgio CASTRIOTA, principe degli Epiroti, che per le sue celeberrime imprese fu soprannominato Scanderbeg, ovvero Alessandro Magno. »
Si dice che il sultano Murad, appresa la morte di Scanderbeg, si sia lasciato andare a trasporti di gioia. «A me, ora,» esclamò, «appartengono l’Oriente e l’Occidente. Guai agli infedeli che hanno perso i loro bastioni.» In effetti, Scanderbeg era per l’Occidente — come afferma Lamartine nella sua *Storia dell’Impero Ottomano* — l’ultimo difensore del cristianesimo contro l’invasione dell’Islam. Le rocce dell'Illiria sostituivano ormai per loro le mura di Costantinopoli.
Fisicamente, Scanderbeg era un uomo di statura e forza prodigiose. Ancora giovane, trionfò in molti duelli contro temibili avversari. Si racconta che, durante la campagna condotta in Bitinia con Murad II — alla cui corte si trovava con i suoi fratelli in qualità di ostaggio — dopo aver scalato per primo le mura della città di Otrée, balzò nella piazza e si ritrovò solo; ma al suo apparire, i difensori furono talmente spaventati che chiesero di capitolare. I fratelli di Scanderbeg morirono avvelenati alla corte del sultano; lui stesso, il più giovane, riuscì a tornare in Albania solo nel 1443, dopo la sconfitta di Niš.
«Il nome di Scanderbeg,» scrive un autore, «la sua giovinezza, il suo volto, la sua eloquenza, il suo rango in Albania, il suo prestigio nelle armate turche — che egli avrebbe saputo sconfiggere meglio proprio perché le aveva sbalordite con la sua audacia — animarono l'assemblea dei principi e dei signori d'Albania (convocata ad Alessio poco dopo il suo arrivo) con un eroismo che si diffuse il giorno seguente tra le donne, i vecchi e i bambini, fino alle più remote rocce d’Albania. Con voce unanime, l'anima della rivolta ne fu proclamato capo. L'Albania non riconobbe altro principe se non colui che le restituiva la sua nazionalità e la sua religione; tesori, armi, braccia, cuori, vita e morte: tutto fu suo.
D. B.
Tratto da: La Question Albanaise (La questione albanese)
Sottotitolo/Serie: Les droits des petits peuples devant la Conférence de la Paix (I diritti dei piccoli popoli davanti alla Conferenza della Pace)
A cura di (Curatore): Démètre Beratti (Études recueillies et publiées par les soins de Démètre Beratti)
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