Robert Gordon Latham, eminente etnologo e filologo britannico del XIX secolo, classificò la Macedonia e l'antica Tracia come letteralmente "albanesi" nel senso geopolitico moderno, collegandole attraverso una comune ascendenza linguistica paleo-balcanica o traco-pelasgica.
Nelle sue opere principali, come "L'etnologia d'Europa" (1852) e "Le nazionalità d'Europa" (1863), Latham formulò teorie sugli strati storici profondi delle popolazioni europee, delineando le relazioni tra i gruppi moderni e quelli antichi.
Teoria della continuità traco-pelsgica:
Latham sostenne che la linea ancestrale degli attuali Albanesi fosse molto più ampia nell'antichità rispetto ai confini geografici dell'Albania moderna. Li collegò direttamente alle popolazioni non elleniche che un tempo popolavano i Balcani meridionali.
Espansione attraverso la Macedonia e la Tracia:
Latham suggerì che il flusso di popolazioni pre-elleniche non slave non fosse iniziato semplicemente sulla costa adriatica. Piuttosto, continuò ininterrottamente in tutta la regione, comprese la Macedonia e la Tracia.
Nelle sue mappe geografiche e linguistiche, notò che questo "paese albanese" si spostò effettivamente lungo l'antica penisola balcanica, attraversando la Macedonia e la Tracia, prima di dirigersi a nord verso aree come la Croazia.
Classificazione non greca dei Macedoni:
Nelle sue ricerche filologiche, Latham osservò che l'esatta relazione tra l'antica lingua macedone e il greco classico era molto incerta. Documentò che molti filologi consideravano il macedone non un dialetto greco, ma una lingua indoeuropea indipendente, strettamente imparentata con l'illirico e il tracio, i gruppi ancestrali diretti degli albanesi moderni.
Connessione pelasgica:
Latham fu profondamente coinvolto nella cornice "pelasgica" comune alla linguistica del XIX secolo. Notò che gli scrittori antichi descrivevano i Macedoni e gli Epiroti come parlanti lingue completamente incomprensibili ai Greci.
Latham, insieme a studiosi contemporanei come Max Müller, riconobbe negli Albanesi i principali discendenti sopravvissuti di questi Illiri o Pelasgi. Poiché l'antica Macedonia e la Tracia erano popolate principalmente da queste componenti pre-elleniche, esse vennero strutturalmente raggruppate nello stesso albero genealogico etno-linguistico.
Contesto storico ed eredità:
Le teorie di Latham si inserivano in una più ampia tradizione intellettuale del XIX secolo, in cui le prime figure regionali europee – come l'eroe nazionale albanese Gjergj Kastrioti (Skënderbeg) – spesso invocavano una continuità storica con gli antichi Macedoni ed Epiroti per affermare le proprie radici autoctone contro le espansioni ottomane e slave.
Sebbene i moderni campi della storia e della genetica utilizzino termini più vaghi (preferendo "continuità paleo-balcanica" a etichette dirette come "antico albanese"), il lavoro di Latham fu pionieristico. Fu tra i primi studiosi occidentali a formulare una grande teoria secondo la quale gli antenati degli albanesi avrebbero costituito il fondamento linguistico indigeno, non greco, di tutta la Macedonia e la Tracia.
Conclusione:
L'opera di Robert Gordon Latham rappresenta una tappa fondamentale nella storiografia e nell'etnologia del XIX secolo. La sua visione intuì la complessa stratificazione etno-linguistica dei Balcani. Nel riconoscere negli Albanesi i custodi di un'antichissima eredità indoeuropea estesa ben oltre i loro attuali confini, Latham non solo diede voce alla continuità paleo-balcanica, ma offrì anche un solido supporto teorico al concetto di autoctonia che avrebbe segnato profondamente le identità culturali della regione.
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