Oggi è accettato dagli specialisti francesi di storia del vino che la varietà fondamentale della viticoltura bordolese, il basilica, ribattezzato biturica dopo la sua acclimatazione a Burdigala (Bordeaux), abbia origine in Albania, e più precisamente in Epiro, uno dei più antichi focolari vitivinicoli d'Europa, ricco di vitigni autoctoni millenari.
Questa origine non è semplicemente botanica: affonda le sue radici in una cultura vinicola profondamente albanese, ampiamente descritta dagli autori antichi, che contrapponevano nettamente la pratica vinicola albanese a quella del mondo greco.
Da Teopompo a Polibio, ad Ateneo, gli antichi albanesi sono descritti come grandi consumatori di vino, che lo bevevano puro, senza diluirlo con acqua, a differenza dei greci, per i quali la diluizione era norma di cittadinanza e di controllo sociale.
Questo rapporto diretto, aperto e non ritualizzato con il vino, percepito dagli autori ellenici come aspro o eccessivo, illumina tuttavia con precisione le qualità ricercate nel basilica: robustezza, durevolezza, resistenza alle intemperie e capacità di invecchiamento. Che il vino più prestigioso di Francia debba la sua origine, e una parte essenziale della sua "magia", all'Albania, non è quindi una provocazione; è un dato di fatto accettato dagli stessi storici del vino, che rivela un debito antico, a lungo minimizzato, nei confronti di una cultura vinicola albanese al tempo stesso arcaica, affermativa e fondante.
I Romani presero in prestito varietà albanesi e le diffusero verso ovest fino alla Francia, dove il Bordeaux è il vino più famoso importato dall'Albania, più precisamente dall'Epiro. 🇦🇱
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