venerdì 3 novembre 2023

VITTI 'NA CROZZA 💀

 

Una triste storia tutta siciliana...

Qual è la vera storia di "Vitti ‘na crozza", una tra le più celebri canzoni della tradizione siciliana?

Non è una canzone allegra. Tutt'altro.

Il vero significato delle parole ci riporta al mondo delle zolfare, fatto di faticosissimo lavoro e di sofferenza. Una canzone che ci ricorda la sofferenza e anche l’ingiustizia di chi passava la maggior parte della propria vita nelle miniere di zolfo della vecchia Sicilia e se aveva la sventura di morire tra le viscere della terra lì restava, sepolto senza nemmeno “un toccu ‘ri campane”.

Protagonista della canzone è ’na crozza, ossia un teschio. Un teschio che, attraverso il suo racconto, si fa promotore di una forte denuncia sociale, rivolta principalmente contro determinate usanze della chiesa cattolica.

La maggior parte delle persone ha sempre ritenuto che il famoso ‘cannuni’ dove si trova il teschio, protagonista della canzone, fosse il pezzo di artiglieria cilindrico utilizzato per fini bellici, e che la canzone si riferisca ad un evento di guerra. Ma così non è; Il "cannuni" altro non era che il boccaporto delle miniere.

Il testo ripercorre l’ostracismo perpetrato dalla chiesa cattolica nei confronti dei minatori morti nelle solfatare. I loro resti mortali non solo spesso rimanevano sepolti per sempre nell'oscurità perenne delle miniere, ma per loro erano negate le onoranze funebri e perfino, insiste la voce del teschio, un semplice rintocco di campana, perché zolfo e sottosuolo erano simboli e dimora del demonio.

La voce del teschio implora che qualcuno riservi anche a lui questa pietà, affinché una degna sepoltura, accompagnata da un’onoranza funebre che lo possa degnamente accompagnare nell’aldilà sia in grado di riscattare i suoi peccati e garantirgli una pace eterna dopo un’esistenza di stenti, contrassegnata da un lavoro massacrante in un’oscurità permanente.

Vitti na crozza supra nu cannuni, fui curiusu e ci vosi spiari. Idda m'arrispunnìu cu gran duluri: murivi senza toccu di campani. Si nni jeru, si nni jeru li mè anni, si nni jeru, si nni jeru e un sacciu unni...

DEREK 🔯🔥
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GAZA E PALESTINA APPARTENGONO ALL'ETIOPIA


Sapevi che la striscia di GAZA come tutta la Palestina appartiene all'Etiopia?

La striscia di Gaza, luogo tormentato e al centro delle cronache in questi ultimi anni a causa della brutale invasione e occupazione europea del falso Israele, è conosciuta nel Cristianesimo Ortodosso come culla di un'importante filone monastico nei primi secoli. 

Ma non solo questo, per i Cristiani Ortodossi Tewahedo d'Etiopia essa è una regione che appartiene al Regno Davidico d'Etiopia da secoli, donata dal Re Salomone alla Regina di Saba d'Etiopia.

 "Ricorderò l'Egitto e Babilonia a coloro che Mi conoscono. Ed ecco, la Filistea (striscia di GAZA), e Tiro (Sur/Siria), e l'ETIOPIA: tutti sono nati lì. Un uomo dirà: Mia madre è Sion (Etiopia), e lì nacque l'Uomo e l'Altissimo stesso ne fu il Fondatore. Il Signore lo racconterà negli scritti dei popoli e dei Principi (Kebra Negast) che nacquero a Sion (Etiopia). Selah"
 - Salmo profetico del re Dawit 87:4-6

 “E il giovane e il suo seguito continuarono il loro viaggio ed entrarono nel paese di GAZA, poiché GAZA era il paese che il re Salomone aveva offerto alla regina d’Etiopia”.
 - Kebra Negast 33, Come il re d'Etiopia intraprese un viaggio

"E si fermarono vicino a GAZA, la città della madre del re (Menelik I), che il re Salomone aveva dato alla regina d'Etiopia quando lei venne da lui..."
 - Kebra Negast 53, Come il carro fu offerto all'Etiopia

"Un angelo del Signore, parlando a Filippo, gli disse: Alzati e va' verso sud, lungo la strada deserta che da Iyeruselam scende a GAZA. Si alzò e partì. Ed ecco, un un eunuco etiope, ministro di Kandake, regina d'Etiopia e soprintendente di tutti i suoi tesori, che era venuto a Iyeruselam per adorare, seduto sul suo carro e leggendo il profeta Isayas..."
- Atti degli Apostoli 8

 "E così il confine orientale del Regno del Re d'ETIOPIA è l'inizio della città di GAZA nel paese di Giuda, cioè Iyeruselam. E il suo confine è il lago di Gerico, e passa attraverso la costa del suo mare fino a Leba e Saba. E il suo confine scende a Bisis e 'Asnet; e il suo confine è il Mar degli uomini neri e nudi. E sale al monte Kebereneyon nel Mare delle Tenebre, è - cioè, il luogo dove tramonta il sole. E il suo confine si estende fino a Fene'el e Lasifala; e i suoi confini sono le terre vicino al Giardino, dove c'è molto cibo e bestiame in abbondanza. E vicino a Fene'en: e il suo Il suo confine arriva fino a Zawel e passa lungo il mare dell'India, e il suo confine arriva fino al mare di Tarsis e alla sua estremità c'è il mare di Madyam, fino a congiungersi con la terra di GAZA; e il suo confine è il luogo dove ebbe inizio l'enumerazione. Tale è il dominio del re d'ETIOPIA e della sua posterità PER SEMPRE."
 - Kebra Negast 92, Come restaurarono il Regno di Dawit