giovedì 10 agosto 2023

SAN PANDELEIMON, GRANDE MARTIRE


 "Pantaleone fu di Nicomedia. Suo padre si nomò Eustorgio, ed era pagano; sua madre Eubola, ed era cristiana: ma ella morì mentre Pantaleone era fanciullo. Egli pertanto sotto l'educazione del padre seguì ad esser pagano. Si applicò alla medicina, e vi riuscì a meraviglia; onde l'imperator Massimiliano lo prese per suo medico. Un giorno il santo s'imbatté a discorrere con un santo sacerdote nomato Ermolao, il quale lodò la sua scienza e il suo spirito, e poi gli disse: Ma che vi serviranno, amico, tutte le vostre belle cognizioni, se ignorate la scienza della salute? E quindi gli esplicò le verità principali di nostra fede in modo, che gli fece confessare che per esser felice bisognava essere cristiano. Dopo ciò avvenne che Pantaleone trovò sulla via un fanciullo morto pel morso di una vipera che gli stava accanto. Allora, così ispirato da Dio, disse al fanciullo che si alzasse in nome di Gesù Cristo, e il fanciullo risorse; ond'egli subito allora corse a trovar s. Ermolao e si fece dare il battesimo.

Fatto cristiano, imprese a fare cristiano anche suo padre: onde un giorno gli comparve innanzi con volto mesto. Il padre gli dimandò la cagione di quella mestizia; rispose: Padre, le stravaganze della nostra religione mi tengono confuso. Se i nostri dei sono stati uomini, come poi son divenuti dei? All'incontro vedo che della stessa materia di cui si fanno le pentole, si fanno ancora gl'idoli. Or come dunque noi offeriamo i sacrificj a questi idoli, che non hanno occhi per vederli, mentre sono statue cieche? Il padre restò commosso da questo discorso; ed essendo poi venuto un cieco a cercar rimedio, il nostro santo, avendo invocato il nome di Gesù sovra di colui, il cieco restò guarito; e con quel miracolo si convertirono e presero il battesimo il cieco ed il padre. Da questi fatti Pantaleone si scoprì da per tutto cristiano, e ne fu accusato all'imperatore. Massimiliano si fece chiamare il cieco, e volle sapere da lui il fatto, e quegli semplicemente disse come era stato, e che egli perciò si era fatto già cristiano. L'imperatore tentò di persuadergli ch'egli era stato guarito non da Gesù Cristo, ma dagli dei. E quegli rispose: Ma come volete, principe, che gli dei diano la vista, quando essi non vedono? Massimiliano sdegnato a questa risposta gli fece subito troncare la testa. Indi fece chiamare Pantaleone, e gli rimproverò la sua ingratitudine in farsi cristiano, dopo ch'egli l'avea colmato di onori e di ricchezze. Rispose il santo: Sire, non vi è di noi chi non sappia la nascita degli dei, e quindi le loro passioni e i loro delitti. E come possiamo questi uomini empj adorar come dei? Principe, uno è il solo vero Dio, ed è il Dio de' cristiani. E soggiunse: Facciamo qui la sperienza alla presenza vostra della verità della fede. L'imperatore si contentò. Si addusse un infermo di morbo incurabile: i pagani impiegarono sacrificj, orazioni, ma l'infermo restò qual era. S. Pantaleone poi facendo il segno della croce sull'infermo in nome di Gesù Cristo, quegli subito si trovò guarito e cominciò a gridare: Son sano, son sano, non vi è altro Dio che il Dio de' cristiani. L'imperatore gridò in vano: Incantesimo! magia! La maggior parte degli astanti si convertì, e da per tutto pubblicarono la potenza di Gesù Cristo.

Massimiliano da ciò più inasprito fa condurre Pantaleone in una piazza, e lo fa lacerare da ferri, e poi fa bruciargli le piaghe con torce accese: di poi lo fa buttare in una caldaia di piombo liquefatto, ma il santo in nulla restò leso da tali supplicj. Indi l'imperatore lo fa gettare nel mare con una pietra di molino legata al collo; ma il santo uscì dal mare sano e salvo. Di più lo fa legare ad un albero di ulivo per farlo ivi uccidere colle spade; ma il ferro diventa molle come cera. Finalmente gli fa troncare la testa. L'imperatore se la prese poi con s. Ermolao. Il santo si pose in orazione, e venne un tremuoto che fece cadere tutti gl'idoli della città; onde Massimiliano non sapendo più che fare, fece subito decapitare s. Ermolao. Le reliquie di s. Pantaleone furono trasportate prima in Costantinopoli e di poi in Francia. Dalla testa di s. Pantaleone uscì sangue e latte; e nella città di Ravello nel regno di Napoli si conserva un vaso del di lui sangue, che ogni anno si liquefa, e si vede asperso di sopra con latte, come l'ho veduto anch'io che scrivo questo libro."

In questo periodo storico in cui stiamo ora vivendo fatto di becera propaganda politica, religiosa e scientificah si cerca sempre di trovare risposte a ogni cosa tralasciando, di proposito o per ignoranza, una parte importante del nostro essere umani...

In un sito internet del CICAP, uno dei suoi paladini della scienzah giustamente si pone delle domande e chiede se qualcuno del paese di Ravello abbia un termometro per misurare la temperatura del luogo in cui è conservata la reliquia del Santo, perché come scrive: "Occorre ora ricordare che, dal punto di vista scientifico, un cambiamento di stato, da solido a liquido, può avvenire solo per due motivi.

Il primo è che si tratti di un fenomeno di fusione dovuto a una variazione di temperatura, come avviene per esempio con del ghiaccio, che fonde a 0 gradi, o del burro, che fonde a 30 gradi circa.

Una seconda spiegazione è che si possa trattare di un fenomeno dovuto alla tixotropia, ovvero il comportamento di alcune particolari gel (gelatine), tanto consistenti da apparire solide, le quali passano allo stato liquido per effetto di sollecitazioni meccaniche (scosse, movimenti, urti, vibrazioni, eccetera) del loro contenitore. Questo comportamento non richiede variazioni di temperatura."

Ancora continua: "La reliquia di Ravello, chiusa tra due grate, ma sempre visibile, si liquefa – si afferma – tra il 27 luglio e il 14 settembre, o anche oltre, senza che nessuno la maneggi. Il suo aspetto è identico a quello del “sangue” di S. Lorenzo di Amaseno. Quando liquefatto, sono visibili goccioline dall’aspetto grasso verso la superficie, uno strato trasparente rossiccio e un specie di deposito solido sul fondo dell’ampolla. Nessuna analisi chimica è mai stata eseguita sulla sostanza, benché il suo aspetto e il periodo estivo della liquefazione facciano fortemente presumere una dipendenza dalla temperatura".

Ma come la fanno difficile questi scienziatih!!!

Anche con tutte le loro buone intenzioni, non so cosa vorrebbero dimostrare, eppure con un po' di Conoscienza della Storia e un briciolo di Fede...

...La Risposta è semplice e sta Sempre alla Radice: San Pandeleimon, come anche San Gennaro, in realtà è un Santo Ortodosso e non cattolico, fa parte dei primi Santi Martiri della Chiesa Ortodossa da cui i cattolici si sono separati e in seguito hanno perseguitato in tutto e per tutto. Anticamente era famosa la sua reliquia tra gli Ortodossi. La tradizione dice che dalla testa decapitata del Santo sono usciti sangue e latte, conservate nell'ampolla. Così scrivono i fedeli Ortodossi testimoni oculari del tempo: "Dalla testa di s. Pantaleone uscì sangue e latte; e nella città di Ravello nel regno di Napoli si conserva un vaso del di lui sangue, che ogni anno si liquefa, e si vede asperso di sopra con latte, come l'ho veduto anch'io che scrivo questo libro." Quindi dalle testimonianze possiamo dire che quelle gocce di grasso sono in realtà gocce di latte. Anticamente, quando il Meridione d'Italia era tutto Ortodosso, questo era il vero "miracolo" del sangue e la reliquia era talmente famosa nell'ambiente Ortodosso che una volta che i cattolici si impossessarono del territorio, per motivi politici, la fecero lentamente dimenticare introducendo e amplificando di più il miracolo del sangue di San Gennaro. Che, lo dico senza nulla togliere a San Gennaro dato che è anche lui in primis Santo Ortodosso, lo usarono per i loro scopi e gli fecero fare uno shift teatrale di attenzione, in modo che il vero "miracolo" fosse tolto dalle loro menti.

Gloria a Dio c'è ancora qualcuno che non ha dimenticato!!!

Preghiamo che il Signore faccia nascere Veri Medici delle anime come il Santo Pandeleimon.

Nella foto:
- Icona di San Pandeleimon donata dalla Parrocchia Ortodossa Russa di Torino 🐂 alla Parrocchia Ortodossa Russa di Castrovillari nell'antico oriente Mercurense 🐂☿🔯🔥.
- Il Sangue di San Pandeleimon conservato a Ravello (SA).