🌿 Il curioso caso dell'Antica Albania (Scozia Celtica) e le somiglianze culturali tra il popolo scozzese e quello albanese oggi.
In un affascinante parallelo storico, durante il XIX e l'inizio del XX secolo, molti viaggiatori britannici rimasero colpiti dalle straordinarie somiglianze culturali e strutturali tra le società tribali delle Highlands scozzesi e gli albanesi incontrati durante i loro viaggi nei Balcani.
Entrambe le culture condividevano una profonda enfasi sulla lealtà al clan, l'ospitalità, il codice d'onore e, naturalmente, la somiglianza visiva dei loro abiti tradizionali e degli strumenti musicali.
1- 𝐋𝐨𝐫𝐝 𝐁𝐲𝐫𝐨𝐧
Il fascino di Byron per l'Albania iniziò durante il suo "Grand Tour" nel 1809. Nelle sue lettere e nella sua famosa poesia "Childe Harold's Pilgrimage", paragona esplicitamente gli albanesi agli abitanti delle Highlands della sua stessa stirpe.
"Gli Albanesi, nel loro abbigliamento (il più magnifico al mondo, consistente in un lungo kilt bianco, un mantello ricamato in oro, giacca e gilet di velluto cremisi allacciati in oro, pistole e pugnali con montatura in argento), mi colpirono per la loro somiglianza con gli Highlanders scozzesi, nell'abito, nella figura e nel modo di vivere. Le loro montagne sembravano caledoniane, con un clima più gentile. Il kilt, sebbene bianco; la forma snella e attiva; il loro dialetto, celtico nel suono, e le loro abitudini resistenti, tutto mi ha riportato a Morven (Scozia)."
— Lettera alla madre, Catherine Gordon Byron (1809)
2- 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐡 𝐃𝐮𝐫𝐡𝐚𝐦
Conosciuta dagli albanesi come la "Regina delle Montagne", Durham ha trascorso anni a documentare la vita nei Balcani. Considerava il sistema tribale albanese una reliquia vivente di una struttura sociale che un tempo esisteva in Scozia.
"L'organizzazione sociale delle tribù dell'Albania settentrionale è di sommo interesse, poiché ci mostra un sistema molto simile a quello dei clan scozzesi prima del '45, ma in una forma più primitiva e immutata. Lo stesso fiero orgoglio della stirpe, la stessa lealtà al capo, le medesime leggi della vendetta di sangue e dell'ospitalità che un tempo governavano le Highlands si ritrovano oggi tra le montagne dell'Alta Albania."
— Edith Durham, High Albania (1909)
4- 𝐇𝐞𝐧𝐫𝐲 𝐇𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐝
Come medico che viaggiò in Albania nel 1812, Holland (che aveva studiato a Edimburgo) era particolarmente in sintonia con l'atmosfera "settentrionale" del paesaggio e della popolazione albanese. Vedeva i guerrieri albanesi come un riflesso diretto dello spirito marziale scozzese.
"La somiglianza degli albanesi con gli scozzesi delle Highlands è una circostanza che è stata spesso notata... Si vede nel loro coraggio, nella loro rigida adesione alle usanze dei loro antenati e persino nei loro strumenti musicali. La gaida albanese (cornamusa) e le loro selvagge, dissonanti canzoni mi portavano spesso alla mente le montagne del nord."
— Travels in the Ionian Isles, Albania, Thessaly, and Macedonia (1815)
5- 𝐉𝐨𝐡𝐧 𝐂𝐚𝐦 𝐇𝐨𝐛𝐡𝐨𝐮𝐬𝐞
Hobhouse fu caro amico e compagno di viaggio di Lord Byron. Mentre Byron si concentrava sul lato romantico e poetico, Hobhouse fornì osservazioni più sociologiche, confermando la struttura basata sui clan.
"Gli albanesi sono una nazione di soldati... la loro andatura è eretta e maestosa. Hanno gli stessi pregiudizi di clan e la stessa incrollabile fedeltà ai loro capi locali degli antichi scozzesi. Come gli Highlanders, sono divisi in tribù, e queste tribù sono spesso in guerra tra loro, eppure si uniscono istantaneamente contro un nemico comune."
— A Journey through Albania (1813)
Questi autori identificarono collettivamente un "carattere degli altopiani" che trascendeva la geografia:
Lo spirito marziale: entrambi erano visti come "soldati nati" che preferivano il moschetto e il pugnale all'aratro.
La cornamusa: l'uso della labë o della gajde in Albania veniva spesso paragonato alla grande cornamusa degli altipiani.
L'isolamento sociale: poiché entrambe le regioni erano montuose e di difficile accesso, conservarono strutture sociali "primitive" (secondo la visione del XIX secolo) molto tempo dopo la modernizzazione del resto d'Europa.
Secondo Virgilio, Enea (l'eroe troiano) guida il suo popolo in Italia dopo la caduta di Troia. Suo figlio, Ascanio (Azgan = coraggioso "alb"), fondò la città di Alba Longa sui Colli Albani, nell'Italia centrale.
Secondo la cronaca di Goffredo di Monmouth, "La storia di Albione", un'opera del XII secolo, Bruto di Troia, pronipote dell'eroe troiano Enea, giunse sulle coste dell'isola allora conosciuta come Albione. Dopo aver sconfitto una stirpe di giganti, ribattezzò l'intera isola "Bretagna" in suo onore. Alla sua morte, il regno fu diviso tra i suoi tre figli: Locrino prese il sud (Loegria/Inghilterra), Camber l'ovest (Cambria/Galles) e Albanatto ricevette in dono il territorio settentrionale. Chiamò il suo regno Albania (o Albany) in suo onore.
Anthony Munday nel 1611 scrive invece in maniera dettagliata la storia della Britannia:
"Poiché Bruto d'Albania, il fondatore della Britannia, venne a quest'Isola tramite l'Oracolo di Britannia (in Etolia), chiamato Diana di Calydonia sylua (antica città dell'Etolia): perciò chiamò quest'Isola di Britannia, della luminosa Bri-tana. Anche lo stesso Bruto, nato in Albania, bandito in Albania, e il primo fondatore della Britayne chiamato Albania; chiamava tutto il nostro Paese Britayne, Albion, seu Albania: non delle Bianche Rocce e Cliftes, come alcuni suppongono, ma dell'Albania in Asia, e dell'Albania Epiri in "Grecia", il Paese di Eleno e Andromaca, Regina di Albania Epiri, donde Bruto d'Albania portò i Troiani Albanesi, fondatori di Britayne."
(Anthony Munday - 1611)
Mentre la storia suggerisce una migrazione da Troia (Balcani?!) verso l'Italia e dall'Italia verso la Britannia, con tracce nei toponimi Alban, Albania, molti dei quali ritrovati anche nel sud-est della Francia, la storia di Troia è considerata mitica dagli storici moderni, sebbene i collegamenti linguistici siano molto reali:
Da Albania ad Alba: Il nome "Albania" usato dai cronisti medievali è la versione latinizzata di Alba, il nome gaelico della Scozia, ancora in uso oggi.
Albion: Questo rimane il nome più antico conosciuto per l'isola della Gran Bretagna. Sebbene le sue origini esatte siano dibattute, è spesso collegato alle bianche scogliere (albus) di Dover o all'antica radice celtica per "mondo" o "terra alta".
Il legame linguistico: è una sorprendente coincidenza storica che la stessa radice della parola - che significa "bianco" - abbia dato origine ai nomi sia dell'Albania balcanica (dalla tribù illirica Albani) che dell'Albania scozzese (Alba).
-Albanoi o Albani (tribù illirica), (Elbasan, Albania)
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- Alba Longa e Lago Albano, (Roma, Italia)
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- Fiume Arvan, Valee de l'Arvan, Saint Alban des Villards, Montricher-Albanne, Albiez-Montrond, Saint-Sorlin-d'Arves, (Savoia, Francia)
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- Mont Alban (Nizza, Francia)
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- Plateau d'Albion (Alpi dell'Alta Provenza, Francia)
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Albione (Inghilterra)
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Albania (Scozia)
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