martedì 25 aprile 2023

IL DIAVOLO IN MUSSOLINI


 Quando Dio creò il mondo e quanto esiste, stabilì tutto secondo una giusta disposizione
mai avrebbe desiderato offrire al peccato una dimora tra gli esseri umani e tra i loro sovrani.
Fondò una legge santa
per governare l'universo maestoso, e tutto ciò che creò
era vincolato a seguire siffatto corso.
Ma il male si infiltrò nella vita dell'uomo,
rovinando tutto ciò che la Bontà aveva concesso,
E si accese tra i due un conflitto
che spinse l'uomo alla sua triste tomba: il diavolo ed il Signore degli Eserciti
hanno combattuto sulle pianure della vita, ed ancora si può scorgere il furore del conflitto
che vede Dio vittorioso ad ogni battaglia.
I Cesari giunsero e così andaron via,
come già Alessandro ed i suoi simili, Napoleone giunse altresì
seguito molto da vicino da Mussolini; quest'ultimo diavolo levò la spada
per ferire a sangue un mondo di uomini pacifici.
Ed il peccato di Roma lo proclamò eccelso
alla sua discesa tra i figli di Dio.
Questo diavolo in veste d'uomo, compie i suoi trucchi e le sue opere con arroganza:
declama la grande fama dell'Italia
e sfida allora il Signore degli Eserciti;
la lotta procede tra i due, per concludersi poi come avvenne,
perchè Dio deve vincere ogni causa, ogni minaccia che l'uomo avanza su ogni fronte.
Il tempo giungerà quando ogni mano
colpirà il Cane Folle sul capo,
e questi cadrà verso l'inferno, lasciando la propria macchia tra i morti.
Questo Mussolini, uomo-diavolo,
è giunto dalla nicchia più oscura.
E con l'apparenza da selvaggio, per aspetto ed opere, tenta di prendere la vita che Dio concede.
Questo vile pazzoide non è certo in grado di insufflare l'anima, neppure certo potrebbe forgiare creatura alcuna,
eppure vorrebbe ferire a morte tutti gli uomini
e ciò per sola vanità.
Conduce la marcia contro neri e bianchi,
per incoronarsi signore della terra, ma se conquista, soltanto per poco,
i suoi trionfi altro non sono che demoniaca ilarità.
Il tempo giungerà per incatenargli caviglie e polsi, come ogni diavolo già passato,
ed egli sarà allora soltanto uno stolto in più, nato dal grembo satanico.
Maledite il diavolo dei colli, i colli dell'empietà romana,
e volgete lo sguardo a Dio, il Re della Pace, che regna per benedire la specie umana.

(Poesia e Profezia dell' On. Marcus Garvey del 1936)

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI

lunedì 24 aprile 2023

BABILONIA d.C.

 

L’architettura del Parlamento europeo – completato il 14 dicembre del 1999 – presenta precisi simbolismi di matrice esoterica che potrebbero essere indicativi della natura altrettanto iniziatica delle élite di potere che dominano il Vecchio Continente: la torre principale del Parlamento, infatti, denominata “Palazzo Louis Weiss” presenta delle forti similitudini con la torre di Babele di cui si narra nella Bibbia, sia per il suo carattere di incompiutezza, osservabile alla sommità dell’edificio, sia per la forma stessa della costruzione. Non a caso, la struttura assomiglia a quella ritratta nel dipinto intitolato “La Torre di Babele” di Pieter Bruegel il Vecchio del 1563. Capire il significato della narrazione biblica, dunque, permette di comprendere anche alcuni capisaldi su cui si fonda la governance europea e i suoi obiettivi. Nel racconto, infatti, emergono alcuni dei principali pilastri ideologici della cupola di potere europea e mondiale.

La storia dell’edificazione della torre di Babele è narrata nel libro della Genesi: gli uomini, per non ottemperare al comandamento divino di disperdersi su tutta la terra, giunsero sulla pianura di Sennaar (in Mesopotamia) lungo il fiume Eufrate e nella città di Babele cominciarono a costruire una torre che doveva arrivare fino al Cielo, in sfida a Dio. A quel tempo l’umanità parlava un’unica lingua, il Ge'ez d'Etiopia, ma Dio, per punirli, creò confusione tra di loro facendo in modo che ciascuno parlasse lingue diverse così che, non potendosi più capire, non potessero completare la loro opera sacrilega. Ha origine qui, dal punto di vista teologico, la divisione dell’unità della lingua prima e originale, poi ripristinata grazie al dono dello Spirito Santo nella Pentecoste, e conservata ancora oggi dai sacerdoti e monaci Cristiani Ortodossi nel suo luogo d'origine in Etiopia. Secondo le Sacre Scritture fu il famigerato tiranno Nimrod figlio di Etiopia, fondatore e sovrano del primo regno dopo il Diluvio, a voler costruire la torre come atto di ribellione a Dio: «[Nimrod] trasformò gradatamente il governo in una tirannia, non vedendo altro modo per sviare gli uomini dal timor di Dio, se non quello di tenerli costantemente in suo potere. Disse inoltre che intendeva vendicarsi con Dio, se mai avesse avuto in mente di sommergere di nuovo il mondo; perciò, avrebbe costruito una torre così alta che le acque non l’avrebbero potuta raggiungere, e avrebbe vendicato la distruzione dei loro antenati. La folla fu assai pronta a seguire la decisione di [Nimrod], considerando un atto di codardia il sottomettersi a Dio. Si accinsero così a costruire la torre ed essa sorse con una velocità inaspettata», scriveva lo scrittore ebreo Giuseppe Flavio (37 – 100 d.C.) nell’opera “Antichità giudaiche”. Anche Dante Alighieri, nel canto XXXI dell’Inferno, incolpa esplicitamente Nimrod (che chiama Nembrotto) di aver provocato la confusione delle lingue. Per esemplare contrappasso, Nembrotto è punito con l’impossibilità di comunicare, parlando un linguaggio comprensibile solo a lui, e non potendo comprendere altri.

Costruire il Parlamento europeo come la Torre di Babele è segno della condivisione della visione di Nimrod che prevedeva un avvento graduale della tirannia, la secolarizzazione dell’umanità per sostituire il timore di Dio con la dipendenza dal potere politico, l’instaurazione di un unico governo e di un’unica religione mondiale e la sfida a Dio nel vano tentativo di prenderne il posto. Secondo il racconto biblico, la torre non fu mai completata: da qui l’incompiutezza della parte superiore della torre del Parlamento che si può interpretare quindi come la prosecuzione del lavoro interrotto di Nimrod. Del resto, a confermare il simbolismo babelico del Palazzo di Strasburgo è proprio un poster ufficiale dell’Ue, successivamente ritirato a causa delle critiche. Nel poster si vedeva il popolo europeo riedificare la torre e in basso a destra la scritta “Europa: molte lingue, un’unica voce”. Esso è la prova dell’approccio esoterico dei costruttori e del riferimento al racconto biblico: lo slogan, infatti, si riferisce alla confusione (da Babele – significa confondere) creata da Dio attraverso una moltitudine di lingue. Le stelle in alto presenti nel poster, invece, rappresentano un pentagramma rovesciato, simbolo dell'anticristo.

Un giudizio peggiore della sorte di Babele cadrà su coloro che invano oggi tentano ancora una volta di prendere il posto a cui spetta solo a Cristo nostro vero Dio.

lunedì 10 aprile 2023

SANTO E GRANDE LUNEDÌ - "IL SENSO DELLA BELLEZZA"


(di P. Maximos Lavriotis)

La Chiesa Ortodossa inaugura l'inizio della Settimana Santa con la figura biblica di Giuseppe "il Pankalos" (Il tutto bello). Una storia commovente e  molto profonda: i suoi 10 fratelli lo odiano a morte, lo gettano in una fossa, lo vendono ai commercianti per pochi soldi e dicono al loro padre che hanno trovato la veste insanguinata...

Il padre credendolo morto, lo piange, ma Giuseppe diventerà re in Egitto, avendo evitato i tranelli della donna che lo ha follemente amato. Alla fine  perdonerà i suoi fratelli e darà loro del cibo durante il periodo di carestia.

Ancora più sconvolgente del racconto biblico è l'avvicinamento che ne fa la Chiesa Ortodossa. Chiama Giuseppe Pankalo = tutto bello e non Panareto = tutto virtuoso, e così facendo mostra la corretta concezione che aveva il cristianesimo primitivo della bellezza: non una considerazione estetica, ma una stima realista: ogni portatore del bello contiene una bellezza primordiale. Non bellezza che abbaglia, ma realtà che scuote. Questa considerazione è profondamente biblica: è, per primo, il Creatore nella Genesi che guarda tutta la Sua creazione e dice: "tutto quello che è stato creato è molto bello".

Giustamente allora, i Padri della Chiesa e teologi dell'Oriente hanno identificato l'Essere con il Kalos (bellezza). Basta che qualcuno o qualcosa venga all'esistenza come creatura ed avere la sua origine dal Creatore, per portare il Kalos, la Bellezza.

Niente in comune questo Kalos ha con quello che oggi comunemente intendiamo per bellezza. Serpenti, lucertole, bestie e creature velenose sono tutte molto belle perché create da Dio e sicuramente anche l'uomo, la perfezione della creazione, è sempre stato ornato dal principio da ogni virtù. Ogni uomo che fa agire questa virtù naturale diventa da kalos (bello) a pankalos (tutto bello), come Giuseppe. Ma questo comporta, nella pratica, molta tribolazione e immenso dolore... Giuseppe ha evitato il facile edonismo, è imprigionato... ha molto sofferto...

Nel suo volto la Chiesa Ortodossa riconosce la prefigurazione della Passione di Cristo. Per questo lo mette in evidenza nella funzione del Lunedì Santo. E questo diventa una grande lezione per noi e in particolare per la nostra idea di "bellezza": Kalos (bello) non è colui che affascina le masse con la sua conoscenza, il suo sorriso, la sua arte. Kalos (bellezza) non è l'attrazione senza logica. Giuseppe ha assunto il dolore e la morte che gli hanno offerto i suoi fratelli e ha trasformato questo dolore in perdono, bontà, pietà e misericordia prefigurando dunque il ruolo di Cristo. È rimasto Pankalos (tutto bello) quindi perché non ha lasciato che la cattiveria, l'odio e tutte le passioni umane lo potessero dominare. Ha dimostrato allora come si mantiene "bello" colui che accetta di camminare insieme col dolore e quale "grande riuscita" è ricevere dolore e morte non solo dai nemici, ma anche dai fratelli.

Nelle società moderne dove la morte procurata dal fratello non ci scuote più, la persona "tutta bella" di Giuseppe ci distribuisce ancora il nutrimento che ci manca: offre il seme dell'amore nelle mani di tutti quelli che hanno odiato involontariamente, non solo il proprio fratello, ma anche il Creatore di tutta la Bellezza aumana.

Facendo memoria di questa enorme bontà, con questa invisibile bellezza, cominciano nella Chiesa Ortodossa le celebrazioni della Grande e Santa Settimana verso la commemorazione della Passione di Cristo.

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI

mercoledì 5 aprile 2023

IL GENERALE RUSSO D'ETIOPIA.


 Abram Petrovich Hannibal (Gannibal in Russia) era un principe etiope, nato intorno al 1696 presso un villaggio chiamato Lagon, situato sull’estrema riva nord-est del fiume Mareb.

Durante i tentativi di invasione musulmana all'Etiopia i figli delle famiglie nobili etiopi venivano presi su ordine del capo di tutti i musulmani, il sultano turco, come ostaggi, per essere uccisi o venduti come schiavi. Gannibal fu rapito dai musulmani e inviato a Istanbul come ostaggio. Sua sorella Lahan venne catturata assieme a lui, ma morì durante il viaggio.

All'età di sette anni, Gannibal venne portato alla corte del sultano ottomano di Costantinopoli e dopo avervi trascorso un anno fu inviato come regalo allo zar Pietro di Russia. A San Pietroburgo, l'imperatore Pietro il Grande lo adottò e lo crebbe assieme ai suoi figli. Gannibal fu battezzato nel 1705 nella Chiesa Ortodossa di Santa Parasceve, a Vilnius, con Pietro il Grande come padrino e gli diede i nomi Petrovich (come se stesso) e Annibale (dal nome del generale africano che era temuto a Roma).

Fu educato alla corte dello zar di Russia. Era uno studente brillante e presto divenne uno dei preferiti dello zar. Nel 1717 Gannibal venne portato in Francia per poter continuare i propri studi in campo artistico, scientifico e militare. A quel punto, egli parlava correntemente diverse lingue e conosceva la matematica e la geometria. Completata l'istruzione ritornò a San Pietroburgo.

Divenne maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell'Impero russo, fu nominato precettore del principe ereditario. Ma dopo la morte di Pietro le gelosie della corte lo portarono ad essere inviato in Siberia per lavori sempre meno importanti. Alla fine fu arrestato e imprigionato. La zarina Anna Ivanova lo salvò e non solo ripristinò la sua posizione a corte, ma lo nominò ingegnere generale della Russia e gli conferì la medaglia Alexander Nevski. Morì da uomo ricco e venerato, lasciando una moglie e nove figli. Fu bisnonno di Aleksander Pushkin, fondatore della lingua letteraria russa contemporanea che scrisse su di lui un romanzo incompiuto.

⚡🔯 "L'Etiopia può essere orgogliosa del fatto che uno dei suoi cittadini abbia combattuto insieme a Pietro il Grande e grazie a questo è stata associata al vostro più grande poeta Aleksander Pushkin."
(Haile Selassie, Re dei Re, Luce del mondo) 《《《 Estratto da un discorso del Re dei Re durante la Sua visita all'Unione Sovietica nel 1959, opuscolo disponibile al seguente indirizzo ➡️ [ITA] https://amzn.eu/d/g2geToI + ➡️ [ENG] https://a.co/d/0gkNFP4 《《《

domenica 2 aprile 2023

IL SIGNORE REGNA


In questo giorno, 2 aprile 1930, alla morte dell'Imperatrice Zewditu, l'erede al trono e Reggente, il Negus Tafari Makonnen (Re Terribile Giusto Giudice) è stato proclamato Imperatore d'Etiopia con il Nome di Qadamawi Haile Selassie (Il Principio Potenza della Trinità), con i titoli cristologici di Re dei Re, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda, Eletto di Dio, Luce del mondo, Re di Israele.

Con i preparativi in ​​corso per un evento internazionale del tipo che l'Etiopia e il mondo intero non aveva mai visto prima, la cerimonia di incoronazione di Sua Maestà Imperiale sarebbe stata rinviata al 2 novembre 1930.

La visione profetica dell'Apocalisse di Giovanni viene così manifestata e compiuta con l'inizio di questo giorno e sigillata 7 mesi dopo:

"Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d'oro e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza." (Apocalisse 1:12-16)

- Il Figlio dell'uomo che Giovanni vide, non ci sono dubbi, è il Cristo nel Suo Carattere Regale.

- I sette candelabri d'oro sono le sette chiese, o meglio i sette stadi della Sua unica Chiesa. Sono d'oro perché la Chiesa di Cristo è il Suo corpo. E che il corpo di Cristo sia d'oro significa che esso è incorruttibile.

- L'abito lungo fino ai piedi rappresenta il Suo Regno, il Potere di Cristo nella protezione e Vita Eterna.

- La fascia che gli cinge il petto rappresenta il Potere di Cristo nelle Sue azioni basate sull'amore e che è pronto per il lavoro che è venuto a compiere. È d'oro perché la Sua Parola dura per sempre e mai cambia.

- Il petto rappresenta la Parola di Dio, le Sacre Scritture, Destra Antico Testamento e Sinistra Nuovo Testamento.

- I capelli sono come lana perché nella Sua umanità egli è Africano.
La lana rappresenta il caldo e la neve il freddo; Significa che il Signore è sempre e comunque ogni volta lì per te, sia quando sei caldo e sia quando sei freddo nei suoi confronti.

- Gli occhi fiammeggianti come fuoco rappresentano la Conoscenza. Egli è onnisciente e nulla è nascosto a Lui.

- I piedi come bronzo splendente ancora mostrano la sua umanità di pelle scura. Il bronzo rappresenta la purezza e il crogiolo, cioè la fornace, rappresenta la Potenza di Cristo nella redenzione.

- La Sua voce simile al fragore di grandi acque conferma ancora una volta la Sua umanità Africana e più precisamente Etiope, perché il Ge'ez e l'Amarico, la lingua che Egli parla ha il suono del fragore delle acque. La Sua voce è rassicurante come l'acqua che spegne il fuoco; La Sua voce lenisce il dolore e lo fa scomparire.

- Le sette stelle che tiene nella Sua destra sono i capi, i vescovi, i sacerdoti, i pastori delle sette chiese; essi sono nella mano destra del Signore, ovvero sono sotto la Sua protezione, sotto la Sua Suprema Autorità. Nessuno può scuoterli o frantumarli, l'unico che permette che le cose accadano alla Chiesa è Cristo. La destra rappresenta anche Benedizione e Santità.

- La Spada a doppio taglio che esce dalla Sua bocca rappresenta la Sua Parola. La Sua Parola è un'arma ed è più affilata di una spada a doppio taglio; essa può uccidere ma anche guarire. Quando il Signore dice e proclama la Verità, essa ti può ferire, ma quando ti apri alla Verità anche se all'inizio ti ferisce essa guarirà le tue ferite.

La Spada inoltre uccide i nemici del Signore e libera chi è con Lui.

"Cingi, prode, la spada al tuo fianco,
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia."
(Salmo 45:4-5)

Un lato della Spada del Signore è la Sua Gloria, l'altro lato della Spada è la Sua Maestà. Il Signore viene con Gloria e Maestà. I popoli vedranno la Sua Gloria e chi rifiuta la Sua Parola vedrà la Sua Maestà, ovvero il Suo Giudizio. Egli verrà nella Sua Maestà e nella Sua Gloria, in entrambi i modi, e in entrambi i modi Egli è vittorioso.

Lui è il Giusto Giudice (Tafari Makonnen), Egli giudica con la Sua Parola chi la rifiuta, ma per coloro che l'accettano donerà loro la Sua Gloria, ovvero di Regnare insieme a Lui nel Suo Regno.

- Il Suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza: dato che i capi delle sette chiese sono le stelle, Egli è il Sole che brilla più delle stelle e la bellezza delle stelle viene proprio dal sole che brilla su queste stelle.

"Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi." (Apocalisse 1:17-18)

Benedetto sia il Re dei Re.
(@Bro.Yo-Seyf)

DEREK 🔯🔥

lunedì 27 marzo 2023

GIUGNO 1895: MISSIONE DELL'ETIOPIA IN RUSSIA


Giugno 1895: missione dell'Etiopia in Russia

(Seduto: Memhir Gebre-Igzihaber, "Vescovo di Harar" dell'Etiopia, della Chiesa Ortodossa etiope.

In piedi a sinistra: un diacono etiope.

In piedi a destra: il russo p. Efrem della Chiesa Ortodossa russa).

L'imperatore d'Etiopia, Menelik II, inviò un'ambasciata etiope in Russia dove furono accolti dallo Zar Nicola II, l'ultimo imperatore di Russia. L'imperatore Menelik II d'Etiopia inviò la delegazione che avrebbe incluso Fitawrari Damtew Ketema (padre di Ras Desta Damtew), un nipote dell'imperatore (Belachew), il generale Geneme, un Cristiano Ortodosso etiope "Vescovo di Harar" Memhir Gebre-Igzihaber e altri. Lo Zar di Russia è stato insignito dell' "Ordine etiopico di Salomone" e ha ricevuto molti doni dall'Etiopia.

La Russia ha sostenuto l'Etiopia come paese fratello sia nella fede Cristiana Ortodossa sia nel diritto dell'Etiopia di essere indipendente e non toccata dai colonialisti.

L'imperatrice etiope Taytu ha inviato doni meravigliosi all'imperatrice consorte di Russia e madre dello Zar Nicola II, Maria Feodorovna, che includeva braccialetti, collane e altri gioielli glamour. L'imperatore Menelik ha inviato una lettera scritta a mano con i suoi delegati da ricevere a San Pietroburgo.

Tra i russi presenti con la Missione etiope c'erano "Il conte di Abay", Nikolay Leontiev e p. Efrem, archimandrita russo incaricato della missione religiosa dalle autorità ecclesiastiche della Chiesa Ortodossa russa.

Disponibile su Amazon:
Visita del Re dei Re Haile Selassie all'Unione Sovietica
ITA ➡️ https://amzn.eu/d/g2geToI
ENG ➡️ https://a.co/d/0gkNFP4

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI

sabato 18 marzo 2023

PREGHIERE PRESSO LA PACHERSK LAVRA

 

La Chiesa Ortodossa Ucraina, quella vera e canonica, continua ad essere perseguitata ed umiliata dal governo nazista ucraino, fantoccio degli americani.

I fedeli Cristiani  Ortodossi di Kiev sono venuti a pregare presso la Kiev-Pechersk Lavra per protestare e difenderla contro la persecuzione dei monaci che verranno cacciati dal monastero.

Il governo nazista ucraino aveva autorizzato lo sgombero forzato dei monaci dalla Lavra.

Le ultime decisioni di Zelensky sulla questione della chiesa stanno creando una grave spaccatura nella società ucraina. Ma la maggioranza dei fedeli Ortodossi non vogliono rinunciare alla Vera Fede e rimangono fedeli alla Chiesa del Patriarcato di Mosca.

L'attuale persecuzione della Chiesa Ortodossa canonica ucraina del Patriarcato di Mosca (UOC) da parte del governo nazista ucraino in combutta con la chiesa cattolica romana, è ancora più sofisticata della persecuzione della Chiesa in epoca sovietica, quindi può essere molto difficile per i credenti ucraini fare la scelta giusta. Anche agli occhi di chi sta fuori l'Ucraina ciò che sta succedendo alla Chiesa Ortodossa canonica ucraina può essere complicato da capire a causa della forte propaganda mediatica e della mentalità cattolica dell'occidente.

"Penso che l'attuale persecuzione della Chiesa sia probabilmente anche peggiore della persecuzione avvenuta durante il periodo sovietico, perché allora la posizione delle autorità riguardo alla fede è stata espressa concretamente e la chiesa è stata perseguitata, ma la gente poteva capire perché. Ma oggi c'è una sostituzione di nozioni, cioè stanno cercando di sostituire la Chiesa canonica con una chiesa, che in realtà non è una chiesa, ma una setta, che è illegale e non canonica. E in questo mondo, quando è in corso una grande guerra dell'informazione, è molto difficile per le persone fare la scelta giusta - e si scopre che le persone sono a un bivio"
(Archimandrita Ioann, vicario del Santo  Monastero dell'Ascensione della diocesi UOC di Lugansk e Alchevsk)

Le Chiese Ortodosse UOC in tutto il paese vengono  regolarmente perquisite dalle milizie neo naziste ucraine, molte sono state sequestrate e consegnate agli uniati scismatici che esteriormente sembrano sacerdoti ordinari, ma in realtà non lo sono.

I sacerdoti canonici sono accusati ingiustamente di sovversione e tradimento e il presidente nazista ucraino Zelensky ha imposto sanzioni contro i rappresentanti della chiesa, ha inoltre ordinato una legge per vietare le organizzazioni religiose "affiliate a centri di influenza nella Federazione Russa".

"I tentativi di Kiev di creare una "chiesa ucraina unita" non avranno successo. Cercheranno di farlo sotto la pressione delle autorità, ma penso che la nostra Chiesa resisterà. Abbiamo una Chiesa di martiri dal tempo di Cristo, che è sostenuta dal sangue dei martiri, e i nostri martiri  sono i pilastri della fede, e ora è anche il tempo del martirio per la nostra Chiesa, quando i santuari vengono portati via e i nostri sacerdoti sono sottoposti a una terribile repressione. Tuttavia, credo che la nostra chiesa resisterà",
(Archimandrita Ioann)

Al clero e ai parrocchiani della Chiesa Ortodossa ucraina canonica è stata imposta una scelta: o unirsi alla Chiesa uniata scismatica o pregare negli scantinati, negli alloggi e sui tetti. Lo ha detto il metropolita Feodosij di Cherkassy e Kanev in un discorso ai parrocchiani, pubblicato dal servizio stampa della diocesi.
Secondo lui, i fedeli della Chiesa saranno certamente in grado di sopravvivere a questi tempi, ma come lo faranno esattamente – vendendo o mantenendo la propria dignità – questo dipende personalmente dai credenti.

"Dipende solo da noi come resisteremo a questo periodo. Dipende da noi se ci inginocchieremo o se indulgeremo nelle bugie che ci vengono imposte. Ci dicono: 'Unitevi alla "Chiesa ortodossa dell'ucraina" (scismatica) o ritiratevi nei vostri alloggi, sui tetti, nelle soffitte, negli scantinati e pregate lì come ai tempi sovietici'. Non ci offrono altra scelta", dice. "E dipende da noi se crolleremo o se passeremo questo periodo con dignità. Intendo la dignità non nel senso dell'orgoglio umano terreno, che è un peccato, ma nel senso della dignità ecclesiastica, spirituale, quella che dovettero sopportare i martiri dei primi tre secoli in periodi simili a questi".

Il metropolita ha anche affermato che non ci sono ragioni oggettive per la repressione della Chiesa Ortodossa ucraina.

"Perché ci perseguitano? Siamo nati su questa terra; abbiamo contribuito al benessere del nostro popolo, ognuno secondo le sue possibilità. Siamo cittadini del nostro paese. Spero vivamente che questo periodo passi rapidamente nella vita della nostra Chiesa", ha aggiunto il metropolita Feodosij.

Gli Ucraini sani di mente sanno che il loro nemico non è la Russia, ma la Giunta nazista del loro stesso governo, che li sta portando al collasso, sia spiritualmente che fisicamente..!

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI



mercoledì 15 marzo 2023

VISITA DEL RE DEI RE HAILE SELASSIE ALL'UNIONE SOVIETICA

 

⚡Check this out!!!

VISITA DEL RE DEI RE HAILE SELASSIE ALL'UNIONE SOVIETICA

~ Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, Imperatore d'Etiopia, fece una visita ufficiale in Unione Sovietica nell'estate del 1959 su invito di K.Y. Voroshilov, Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS. Questo opuscolo è dedicato a questo importante evento nella storia delle relazioni sovietico-etiopiche. Contiene materiali sul soggiorno di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I in Unione Sovietica dal 29 giugno al 13 luglio 1959. ~

Disponibile su Amazon:

Versione in italiano:
➡️ https://amzn.eu/d/g2geToI

English version:
➡️ https://amzn.eu/d/c54pO37 &
➡️ https://a.co/d/0gkNFP4

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI


martedì 14 marzo 2023

KHNUM - L'ARIETE DIVINO


Gli antichi egizi erano una colonia etiope, i primi di tutti gli uomini, che dal centro della Terra si spostarono a nord seguendo il corso del fiume Nilo. La maggior parte dei costumi egizi come anche i caratteri della scrittura sono di origine etiope.

È importante comprendere che prima della loro caduta nell'idolatria, gli antichi egizi adoravano l'Unico Vero Dio, conservando la loro eredità etiope. L'idea di unicità e unità dell'Unico Vero Dio, esisteva nelle menti delle classi colte dell'Egitto fin dai primi tempi, ed era il punto centrale delle loro concezioni di Dio. Gli innumerevoli, oggi così detti "dèi" dell'Egitto e i loro nomi, non sono altro che i vari attributi e i diversi aspetti di questo tipo Unico, dell'Unico Vero Dio. Ogni qualità era contrassegnata da un nome distinto e riceveva un'incarnazione distinta nell'immagine rappresentativa che portava al simbolo di quell'attributo.  Queste masse e immagini rimasero come oggetti di culto molto tempo dopo che le idee interne furono pervertite e dimenticate.

Khnum (in egizio: 𓎸𓅱𓁠 ẖnmw, pronuncia Khnemu) è il simbolo del Dio Creatore rappresentato come un ariete.

Di tutti gli animali simbolici dell'Egitto, l'ariete ha la corrispondenza più alta e sacra.

Sebbene raramente usato come geroglifico, è visto più frequentemente nella forma di una sfinge, o nella sua intera forma, o come un ariete con una testa umana, o con il corpo di un leone, o in varie altre combinazioni. 

Tra le rovine dell'Alto Egitto si vedono lunghi viali di queste maestose sfingi, splendidamente scolpite e levigate, che a volte si estendono per chilometri, come nel caso del grande viale che conduce da Karnak a Luxor. Questi viali di sfingi rappresentavano per gli egiziani la corrente della Divina Provvidenza, che ovunque conduceva, custodiva e proteggeva.

Questo simbolico ariete era dotato di due paia di corna, una coppia ricurva in basso e in avanti, l'altra lunga, piatta e attorcigliata, che si estendeva verso l'alto e lateralmente, per rappresentare il Potere Divino dell'Amore che si estende ovunque.

L'ariete era il simbolo speciale di due divinità, Khum e Osiride.

Khnum è a capo del Pantheon egizio e rappresenta l'infinito stesso, l'Essere Supremo, il Padre Divino di tutta la creazione. L'ariete, in quanto padre del gregge, era il simbolo appropriato del Divino.

La paternità, e quindi Khnum era quasi sempre rappresentato come un uomo con la testa di ariete; è anche dipinto di un blu scuro, per indicare l'invisibile Divino.

Protettore delle sorgenti del Nilo ovvero protettore di Etiopia, è simbolo del Creatore Supremo che per primo ha modellato gli esseri umani dall'argilla delle sorgenti del fiume Nilo in Etiopia. Per questo Khnum è spesso raffigurato mentre modella con il limo del Nilo i corpi degli uomini sul suo tornio da vasaio. Khnum è il Formatore dell'uomo, colui che per primo plasmò questa terra con le sue mani, colui che è la sua stessa origine, il potere creativo originale, fonte primordiale di tutto ciò che è, fonte di tutto l'essere.

Knhum è la prima sostanza acquosa o elementare di cui sono state fatte tutte le forme, celesti o terrene. Egli è "l'artefice delle cose che sono, il creatore delle cose che saranno, la fonte delle cose che esistono, il padre dei padri e la madre delle madri". Egli era lo "Spirito di Dio che si muoveva sulla faccia delle acque"

Khnum è connesso con una radice che significa "congiungere, scrivere" e anche "costruire", derivazione che suggerisce l'idea dell'Essenza Infinita, l'Amore Divino, come primo e continua sostanza divina, in cui tutte le cose sono infinitamente e tuttavia distintamente una, -- l'unica e sola sostanza dalla quale tutte le forme finite sono state create o costruite. Questa sostanza originaria è rappresentata dalla brocca d'acqua che costituisce la prima e unica parte componente essenziale dei geroglifici che formano il nome di Khnemu, -- gli altri hanno un valore puramente alfabetico.

Associato a Osiride, l'ariete è un simbolo profetico del Signore nella sua unione Divino Umana, l'"Agnello di Dio", l'Uomo-Dio che incarnandosi ha reso visibile l'Infinito Divino. Quindi Osiride è spesso rappresentato con una coppia di corna di montone, e lui stesso è chiamato "l'ariete, signore di Tattu", che significa giudice dei morti nel mondo sotterraneo, o mondo degli spiriti.

Come la pecora in genere corrisponde agli affetti celesti, i beni della carità e dell'innocenza, così l'ariete, come il maschio della pecora, corrisponde alla verità del bene celeste, e alla potenza di questa verità.  E nel senso supremo l'ariete significa "l'interno del Divino Umano del Signore unito al Divino bene del suo Divino amore, che era in Lui stesso", cioè l'unione di Osiride con Khnum, l'unione della Divinità con l'umanità 🔯 (Tewahedo).

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI

venerdì 3 marzo 2023

LA CELEBRAZIONE DELLA VITTORIA DI ADUA È STATA ROVINATA DALL'ATTACCO DELLE FORZE GOVERNATIVE AI RESIDENTI DI ADDIS ABEBA

 

Il 127° anniversario della vittoria di Adua viene celebrato in tutta l'Etiopia. Il governo etiope ha organizzato una celebrazione in piazza Meskel, per la prima volta nella storia della celebrazione della vittoria di Adwa, tra la resistenza dei residenti di Addis Abeba che preferivano la celebrazione nel luogo storico della capitale, piazza Menelik. 

Nemmeno poche ore dopo che il presidente Sahle-Work Zewde ha deposto una corona di fiori sotto la statua dell'imperatore Menelik II davanti alla chiesa di San Giorgio, l'atmosfera celebrativa è degenerata in quella dello scontro tra le forze di sicurezza e gli abitanti della città che affollava piazza Menelik II per la celebrazione. 

Ne è seguito uno scontro tra polizia e residenti che volevano continuare a festeggiare in piazza Menelik. La polizia ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma sulla folla. Molti sono stati picchiati. Alcuni hanno riportato ferite gravi e mortali. 

Lacrimogeni sono stati lanciati anche nei locali di San Georgio dove numerosi fedeli della Chiesa Ortodossa etiope stavano partecipando alla liturgia in occasione della commemorazione mensile di San Giorgio. I media dell'EOTC hanno riferito, giovedì, che il servizio è stato interrotto dopo il lancio di gas lacrimogeni durante la processione dell'Arca. Questa particolare Arca ha un forte legame con la vittoria di Adua in quanto i sacerdoti la portarono ad Adua nel 1896. 

Inoltre, le forze di sicurezza del governo hanno chiuso le macchine da stampa che stampavano magliette con l'immagine dell'imperatore Menelik II e i colori della bandiera Etiope.

La domanda che gli etiopi si pongono è perché il governo etiope sembrava essere determinato a cancellare il ruolo di leadership e il contributo dell'imperatore Menelik II e dell'imperatrice Taytu Betul nella guerra solo perché le forze nazionaliste radicali di etnia oromo hanno una comprensione distorta del periodo della nostra storia e la guida dell'imperatore Menelik. 

Dal sabotaggio della tipografia per non stampare magliette con l'immagine dell'imperatore Menelik al divieto di magliette con il tricolore dell'Etiopia sono tutte domande impellenti.


Tutto ciò ancora una volta va contro gli insegnamenti del Re dei Re che ha tanto lavorato per l'unità del Suo paese.

Dai fascisti ai comunisti agli americani ai cattolici ai musulmani tutti lavorano per dividere e conquistare la Sacra terra del Signore.

DEREK 🔯🔥
https://t.me/DerekRasTafarI