🌿 L'albanese è una lingua incentrata sulla cultura albanese, la prima lingua del gruppo indoeuropeo.
Il concetto di albanese come "tronco dell'albero" si riferisce solitamente alla sua posizione unica all'interno dell'albero genealogico delle lingue indoeuropee.
A differenza di molte lingue europee che appartengono a rami più ampi (come i gruppi germanico, slavo o romanzo), l'albanese occupa un ramo indipendente. Viene spesso descritto come un "tronco" o un'unica sopravvivenza dell'antico gruppo albanese, che appartiene alla famiglia linguistica paleo-balcanica. Pre-proto-indoeuropeo
Nella classificazione filogenetica delle lingue, l'albanese è l'unica lingua sopravvissuta del suo ramo, che presenta caratteristiche sia semitiche che camitiche.
La ricerca sull'"antico albanese" suggerisce che abbia influenzato significativamente altre lingue balcaniche, essendo forse all'origine dell'articolo determinativo suffisso presente in rumeno, bulgaro, macedone, ecc.
La metafora del "tronco" richiama anche il paesaggio fisico dell'Albania, che ospita alcuni degli alberi più antichi d'Europa.
Beekes sostiene che molte parole greche (come melograno, ascia o termini botanici) siano prestiti da una popolazione indigena dei Balcani e dell'Egeo che viveva in quelle regioni prima dell'arrivo dei Greci.
Molte parole che Beekes classifica come pre-greche (senza etimologia indoeuropea) trovano spiegazioni dirette o paralleli in albanese.
L'albanese è l'unica lingua dei Balcani a conservare il sistema numerico venti-quaranta (basato sul 20), una caratteristica che Beekes e altri studiosi associano alle popolazioni più antiche d'Europa (come i Baschi) prima dell'affermarsi del sistema decimale indoeuropeo.
Secondo Beekes, il greco è una lingua "in arrivo" che si è arricchita grazie a questo substrato, mentre l'albanese è visto come l'erede vivente di quel tronco che ha plasmato la cultura e la lingua balcanica molto prima.
Nel frattempo: secondo Allan Bomhard, la lingua albanese gioca un ruolo chiave nella ricostruzione della grande famiglia nostratica, in quanto funge da testimonianza vivente delle forme arcaiche che collegano le lingue indoeuropee con quelle afroasiatiche (semitiche/camitiche). Nei suoi studi, Bomhard vede l'albanese non semplicemente come un ramo, ma come una "finestra" sulla lingua protoeuropea.
Cfr.
Robert S. P. Beekes, "Etymological Dictionary of Greek" (2010).
Robert SP Beekes, "Pre-greco: fonologia, morfologia, lessico" (2014).
Allan Bomhard: l'ipotesi europea e nostratica (1996)
Robert d'Angély, "Enigma e racës Pelasgge" (o "L'Enigme du monde").
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