lunedì 5 gennaio 2026

L'INCARNAZIONE

 

Dio stesso è apparso nella carne

🌿 Noi Cristiani Ortodossi Tewahedo d'Etiopia che seguiamo l'antico calendario ecclesiastico ci stiamo avvicinando alla celebrazione della Natività di Cristo, Nostro Signore. Il 7 gennaio ci riuniremo tutti in monasteri, cappelle, chiese e cattedrali per celebrare la Liturgia della Natività di Nostro Signore, Dio e Salvatore, Gesù Cristo.

L'incarnazione stessa del Figlio di Dio e la Sua venuta nel mondo è uno degli eventi più grandiosi della storia dell'umanità. Che Dio stesso abbia assunto la nostra immagine e abbia UNITO la Sua Divinità alla nostra umanità è uno dei grandi misteri della nostra fede.

Una Vergine, che con la sua umiltà ha obbedito alla volontà di Dio, accettando di diventare un tabernacolo vivente dello stesso Dio che l'aveva creata, e che con la sua obbedienza è diventata la prima discepola del Signore e la Nuova Eva, ha inaugurato la nostra salvezza.

Con la Sua condiscendenza la salvezza entrò nel nostro mondo e il potere della morte fu sconfitto. Il Verbo stesso di Dio, per mezzo del Quale l'intero cosmo venne all'esistenza, divenne un piccolo bambino, nato da una donna. In quel momento i demoni tremarono, sapendo di aver già perso la loro battaglia e che la ribellione contro Dio aveva visto la loro fine.

Rinasciamo nello spirito, trasformati e resi integri dal Dio vivente della Luce. Insieme agli angeli e a tutte le schiere celesti, cantiamo:

Alleluia, Alleluia, Alleluia, Signore Dio degli eserciti, il cielo e la terra sono pieni della Tua gloria.

Con amore in Cristo,
Bro Yo-Seyf 🙏🏽

sabato 3 gennaio 2026

JANINA, LA CAPITALE DELL'ALBANIA (1855) 🏰🇦🇱.

 

✨ Dedico questo articolo a mia madre e ai miei nonni materni della stirpe delle tribù Epirote dei Iannino e Antico, discendenti diretti di Noè. 👑

📷 Nella foto: Litografia di George de la Poer Beresford, ispirata al capolavoro del celebre pittore e viaggiatore britannico Edward Lear. 🎨🧳

In questa suggestiva litografia, in primo piano sono raffigurati degli Albanesi in costume tradizionale, che indossano con orgoglio la fustanella, l'abito simbolo della regione. Alle loro spalle, la città di Janina si erge nel paesaggio 🌄, caratterizzata dal suo castello fortificato e dalla splendida superficie del suo lago, abbracciata dalle aspre cime dei Monti Pindo. La composizione non è semplicemente un paesaggio; è una testimonianza culturale e storica dell'importanza della città durante il XIX secolo.

🌿 Gli Albanesi sono discendenti dei Pelasgi (da voc. Alb. Pjell Lashtë, Prole Antica) in Epiro, o Albania Meridionale, come le tribù Epirote sono sempre state chiamate Pelasgi e gli Albanesi conservano ancora il vecchio nome di Pelasgi. Secondo le fonti antiche Janina o Iannina o Giannina prende il nome da Jano o Giano, cioè Noè Etiopico, antico fondatore della città. Janina è strettamente collegata con Dodona il più antico tempio religioso dei Balcani che sorge a pochi chilometri dalla città che secondo le fonti antiche fu fondata da Deucalione ovvero Noè dopo il Diluvio Universale, e lì compiva i sacrifici per Dio che lo salvò. Deucalione viene dal voc. Alb. Nd'Ujt Kalon, Colui che passa sulle acque, cioè Noè. Secondo le Tavole delle Nazioni della Bibbia, Dodanim è esattamente il pronipote di Noè secondo la genealogia biblica, che si trasferiti in Epiro dopo l'inondazione.

Janina insieme a Dodona fin dai tempi più remoti è stata storicamente un importantissimo crocevia di culture che toccava la storia religiosa di una regione dove il Cristianesimo Ortodosso ha sempre avuto radici profonde, ma è stata influenzata e talvolta contrapposta alla presenza islamica.

Janina raggiunse la fama sotto il governo di Ali Pasha Tepelena (1740–1822), uno dei più potenti statisti Albanesi del periodo ottomano. La sua corte trasformò la città in una fiorente metropoli politica e culturale 🏛️, attraendo diplomatici, scienziati, poeti e viaggiatori da tutta Europa. Durante questo periodo, Janina era considerata la Capitale dell'Albania, il suo cuore intellettuale e politico e un centro di potere chiave ⚔️ nei Balcani.

La presenza di artisti come Edward Lear, che immortalò i paesaggi dell'Albania e dell'Epiro con ineguagliabile maestria, riflette il fascino che i viaggiatori occidentali provavano per questa regione. Le loro opere contribuirono a plasmare la comprensione europea dei Balcani, spesso sottolineando la distinta identità del popolo Albanese e le sue ricche tradizioni culturali. 🎭🎶

Tuttavia, le sorti della città cambiarono significativamente all'inizio del XX secolo. Dopo le guerre balcaniche e i fatali accordi diplomatici stipulati dalle Grandi Potenze alla Conferenza di Londra del 1913, Janina fu separata dall'Albania e annessa alla falsa Grecia. E come se non bastasse il moderno stato greco compì uno dei più gravi genocidi della storia sul popolo Ciam Albanese d'Epiro.

Ciò ha segnato una profonda perdita per noi Albanesi 💔, poiché uno dei nostri centri più storici e vivaci è stato rimosso dal nostro territorio nazionale, l'antico stato preistorico dell'Epiro di Deucalione da dove provengono i miei più antichi antenati.

Oggi, la litografia di Beresford rimane non solo un'opera d'arte, ma anche un toccante ricordo di un capitolo importante della storia Albanese 📜😭, quando Janina era una capitale di cultura, potere e identità, prima che la politica internazionale ridisegnasse ingiustamente i confini dei Balcani.