giovedì 21 maggio 2026

SCRITTO SULLA PARETE (o meglio: IL SEGNO DEI TEMPI) 🔥


 🌿 *HAILE SELASSIE FA UNA PROMESSA*

🗞️ "Che le cose si stiano mettendo molto male per gli italiani in Abissinia è stato affermato da Haile Selassie, Imperatore d'Etiopia, in un'intervista rilasciata a Khartoum a un corrispondente della *Press Association*.

«Il giorno non è lontano in cui attraverserò il confine e guiderò l'esercito etiope contro il nemico», ha dichiarato l'Imperatore.

«Centinaia di miei ex soldati, attualmente costretti a combattere con gli italiani, comprendendo il messaggio dei miei tamburi, stanno disertando e si stanno radunando sotto lo stendardo innalzato nel Goggiam dal mio fedele comandante, Ras Mangesha».

L'Imperatore ha affermato che, proprio come aveva fatto il maresciallo Badoglio, guiderà personalmente le sue truppe vittoriose ad Addis Abeba cavalcando un cavallo bianco. [Apocalisse 19]

«Abatterò la figura di una lupa eretta dagli italiani nella piazza principale e, al suo posto, ricollocherò la statua di marmo bianco del Leone di Giuda», ha dichiarato.

L'originale di questa statua è stato portato a Roma.

«È scritto sulla parete» (*vedi nota), ha concluso Haile Selassie, «e i giorni del mio ex alleato italiano che ha tradito il mio Paese sono contati. Aspetto con ansia la liberazione dell'Abissinia e l'istituzione di un governo giusto e costituzionale»."

📰 Tratto da: *Copia di una notizia distribuita da un'agenzia internazionale (come Press Association, Reuters o Associated Press) durante la seconda guerra italo-etiope (approssimativamente tra la fine del 1935 e il 1936).*

💡 Nota di traduzione:
 * "Scritto sulla parete" è un idioma di origine biblica (*"The writing on the wall"*, dal Libro di Daniele), che indica un presagio imminente di sventura o di fine per qualcuno. In italiano si traduce efficacemente con *"Il segno dei tempi"*, *"I giorni sono contati"* o, più letteralmente nel contesto profetico, *"La condanna è scritta sul muro"*.

 * "Figura di una lupa"* si riferisce alla *Lupa Capitolina*, simbolo del fascismo e della Roma imperiale inserito dagli italiani ad Addis Abeba.

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Benedetto sia il Re dei Re 👑🦁

DEREK🔯🔥
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ASCENSIONE DI NOSTRO SIGNORE

 

🌿 Oggi la Chiesa Ortodossa celebra una delle sue Dodici Grandi Feste: l'*Ascensione del Signore*. Celebrata quaranta giorni dopo la Resurrezione (la Pasqua), questa festività non segna una dolorosa separazione o la fine di una storia, ma il compimento glorioso della missione terrena di Cristo e l'inizio di una nuova era per l'umanità.

Mentre il mondo guarda al cielo, la teologia Ortodossa ci invita a guardare nel profondo del nostro essere: ecco perché questa festa è così centrale e spiritualmente dirompente.

Il Divino che porta l'Umano sul Trono di Dio

A differenza di altre false visioni in cui l'Ascensione è quasi un "ritiro" di Gesù dalla Terra, per l'Ortodossia questo mistero racchiude un realismo straordinario. Risorgendo, Cristo ha sconfitto la morte; *ascendendo al Cielo, ha portato la carne umana fin nel cuore della Trinità*.

"Nel mistero dell'Incarnazione, Dio è disceso per farsi uomo. Nel mistero dell'Ascensione, l'uomo sale per essere divinizzato."

L'umanità, un tempo decaduta, siede ora alla "destra del Padre". Questo significa che il nostro corpo e la nostra materia non sono fango da disprezzare, ma sono destinati alla gloria eterna.

Una Festa di Gioia, non di Tristezza

Nel Vangelo di Luca si legge che i discepoli, dopo aver visto Gesù staccarsi da terra ed essere avvolto da una nube, «tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,52).

Potrebbe sembrare un paradosso: perché gioire se il Maestro se n'è andato?

La risposta sta nella promessa. Cristo non ha abbandonato l'umanità, ma ha promesso di inviare il *Consolatore, lo Spirito Santo*, che sarà celebrato dieci giorni dopo, a Pentecoste. L'Ascensione è la condizione necessaria affinché lo Spirito possa scendere e abitare in ogni credente, trasformando la Chiesa nel Corpo vivo di Cristo.

La Bellezza della Liturgia e dell'Iconografia

Come sempre nell'Ortodossia, la teologia si fa bellezza visiva e poetica attraverso le icone e i canti.

- *L'Icona dell'Ascensione:* Divisa rigidamente in due parti. In alto, Cristo è racchiuso nella *mandorla* (il simbolo della gloria divina), circondato da angeli. In basso, la Madre di Dio è al centro, immobile e serena, simbolo della Chiesa sulla terra. Attorno a lei gli Apostoli gesticolano stupiti. È l'immagine perfetta del legame indistruttibile tra il Cielo e la Terra.

- *L'Inno della Festa (Tropario):* I fedeli canteranno parole di trionfo:

 «Ti sei asceso nella gloria, o Cristo nostro Dio, dopo aver colmato di gioia i tuoi discepoli con la promessa dello Spirito Santo...»

Cosa ci insegna oggi l'Ascensione?

In un'epoca che spesso ci schiaccia verso il basso, tra preoccupazioni materiali e orizzonti limitati, l'Ascensione è un promemoria verticale. Ci ricorda che la nostra patria finale non è la polvere, ma il Cielo. Non si tratta di fuggire dalle responsabilità terrene, ma di viverle sapendo che ogni nostra azione, ogni nostra sofferenza e ogni nostro amore hanno un valore eterno.

Oggi, nelle chiese Ortodosse avvolte dal profumo dell'incenso, il saluto pasquale "Cristo è risorto!" risuonerà per l'ultima volta prima di lasciare spazio alla gloriosa attesa dello Spirito. Un invito a sollevare lo sguardo e i cuori.