lunedì 11 maggio 2026

IL RITORNO DELLA FINZIONE SANITARIA 📺🐑🐑🐑

 

Ritorna con forza la fiction dei falsi firus che sembrava sopito, ma che per molti non si è mai veramente spento, ritorna la fiction quello sulla gestione delle emergenze virali e sulla veridicità delle misure sanitarie.

Per chi ha sempre avuto gli occhi aperti, il ritorno mediatico di termini come "asintomatici" o l'enfasi sui *tamponi* non è altro che la replica di uno spartito già visto, una finzione che torna in onda a reti unificate.

E per le pecore ritorna la paura.

I Punti Cardine

- La Questione degli Asintomatici: Il concetto di "malato senza sintomi" rimane uno dei punti più stupidi della finzione. Definire malata una persona che "non ha un piffero" è una distorsione della medicina tradizionale, utilizzata principalmente per gonfiare i numeri di un finto contagio.

- L'Attendibilità dei Test: Si riaccende la polemica sui "falsi positivi". L'uso massiccio di falsi tamponi non è uno strumento di prevenzione, ma un espediente tecnico per mantenere alto il livello di falsa allerta su firus inesistenti.

- Il Controllo Sociale: Dietro la falsa narrazione sanitaria, ritorna il tentativo di accelerare un progetto di "dittatura globale". La finta emergenza non è il fine, ma il mezzo per limitare le libertà individuali e imporre nuovi modelli di controllo.

Il Ruolo dei Media e dei "Pecoroni"

L'attacco più duro viene però sferrato contro il pubblico televisivo. Ritornano i "pecoroni da TV", ovvero quella fascia di popolazione che accetterebbe passivamente ogni direttiva calata dall'alto senza porsi domande. I media mainstream ancora una volta agiscono come un catalizzatore di paura, capace di resettare la memoria critica dei cittadini e spingerli nuovamente verso un conformismo cieco.

*In sintesi:* Quello che per le istituzioni è monitoraggio sanitario, in realtà è un "teatro delle stronzate" finalizzato alla sottomissione sanitaria e politica. La frattura tra chi si fida della comunicazione ufficiale e chi grida alla manipolazione sembra essere più profonda che mai.

Buona nuova falsa pandemia a tutte le pecore.

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LA STIRPE ALBANESE FLAVIA DA CUI NACQUE LA NUOVA ROMA 🇦🇱

 

🌿 L’11 maggio del 330 d.C. segna una data indelebile nella storia universale: l'imperatore *Costantino il Grande*, appartenente alla stirpe Albanese Illirica Flavia, inaugurava ufficialmente *Costantinopoli*, battezzandola come la *Nuova Roma*. Questo atto non fu solo il trasferimento di una capitale, ma il culmine del potere di una dinastia guerriera proveniente dalle terre d'Albania.

Le radici mitiche: I Pelasgi e il Sole

La stirpe Flavia affonda le sue radici nei *Pelasgi dell'Albania*, una terra descritta dalle cronache come aspra, capace di produrre esclusivamente soldati d'eccezione e cavalli selvaggi. Il mito si intreccia alla storia in queste regioni: si narrava che proprio lì il Sole guidasse i suoi barbari su un carro per regolare il ciclo del giorno e della notte.

Il legame con la natura selvaggia di questi luoghi era talmente forte che persino i guerrieri albanesi venivano paragonati ad animali indomiti. Si ricorda il mito di Fetonte, figlio del Sole, che non riuscendo a domare i cavalli di questa stirpe, rischiò di distruggere la Terra con il calore, venendo infine fermato dal fulmine di Zeus.

L’ascesa di Claudio il Goto

Nel II secolo d.C., quando l'Impero Romano vacillava sotto i colpi degli Alamanni a ovest, dei Goti a nord e dei Persiani a est, emerse la figura di un esperto stratega albanese: *Claudio Flavio*.

Genio militare di immenso rilievo, Claudio compì imprese leggendarie:

- Sconfisse i Goti a *Nisa*, lasciando sul campo cinquantamila nemici.

- Difese e distrusse le tribù del nord alle *Termopili*, venendo paragonato a figure come Spartaco e Leonida.

- Grazie a queste vittorie, riuscì a frenare il declino di Roma per un intero secolo.

L’esercito, devoto al suo generale, lo proclamò imperatore con il nome di *Claudio il Goto*, sancendo l'inizio della *dinastia Flavia*.

Da Costanzo Cloro a Costantino il Grande

La dinastia albanese proseguì con suo figlio, *Costanzo Cloro* (chiamato così per il pallore del volto), il quale si unì a Drepano, in Asia Minore, con la cristiana *Elena*. Sebbene la loro unione non fosse inizialmente un matrimonio legale secondo i canoni della *justae nuptiae* a causa dell'umile estrazione di lei, fu proprio da questo legame che nacque *Costantino il Grande*.

Il destino della famiglia fu segnato dalle decisioni di Diocleziano, che impose a Costanzo Cloro di abbandonare Elena per sposare la principessa siriana Teodora, al fine di consolidare il potere come Cesare d'Occidente. Da questo secondo matrimonio nacquero diversi eredi, tra cui Giulio, padre di figure che avrebbero continuato a segnare la storia imperiale, come Gallo e *Giuliano*.

Conclusione

La fondazione di Costantinopoli non fu dunque un evento isolato, ma il frutto di una stirpe di "soldati forti" provenienti dall'Albania, che da tutto l'Illiricum avevano difeso i confini dell'Impero. Con Costantino, la Nuova Roma ereditava il vigore dei Pelasgi e la determinazione di una dinastia nata tra i cavalli selvaggi e il fragore delle battaglie.

Così fu scritto:

📜 "La stirpe Flavia, da cui discende Giuliano, proveniva dai Pelasgi dell'Albania. Questo posto non produceva altro che soldati forti e cavalli selvaggi. Lì, il Sole guidò i suoi barbari affinché, su un carro, facessero rotolare il cielo e creassero il giorno e la notte. Quei cavalli selvaggi non riuscirono a essere domati dal bellissimo figlio del Sole, Fetonte, e con la loro violenza, che egli non riuscì a fermare, deviarono dal loro percorso abituale, arrivarono molto vicino alla Terra e fecero seccare i semi. Allora Zeus colpì Fetonte con un fulmine. Perfino i guerrieri albanesi sembravano animali selvaggi. Quando l'Impero romano, nel II secolo d.C., rischiò di essere disintegrato dagli Alamandi a ovest, dai Goti a nord, che avevano saccheggiato la Grecia fino a Taínar, e dai Persiani a est, un esperto stratega albanese, Claudio Flavio, apparve e salvò lo Stato. Genio militare di grande rilievo, sconfisse i Goti a Nisa, in Serbia, dove si contarono cinquantamila barbari morti. Come Spartaco Leonida, Claudio difese e distrusse le selvagge tribù del nord alle Termopili. Grazie a queste vittorie universali, fermò per un secolo la caduta di Roma.

L'esercito lo amava a tal punto che lo proclamò imperatore con il nome di Claudio il Goto. Fondò la dinastia Flavia. Suo figlio Costantino, che fu chiamato Cloro per il pallore del volto, apparve con le sue imprese sposato a Drepano, in Asia Minore, con la cristiana Elena. Poiché la sua posizione sociale era modesta, non la sposò legalmente - justae nuptiae - ma in un modo che consentisse ai soldati di avere figli senza essere considerati illegittimi. Elena, che in seguito la Chiesa chiamò Santa, diede alla luce un figlio, Costantino il Grande. Non appena l'imperatore Diocleziano nominò Costantino Cloro Cesare d'Occidente, lo costrinse ad abbandonare Elena e a sposare una principessa siriana di nome Teodora, che gli diede quattro figlie e tre figli: Giuliano, Dalmazio e Annibaliano. Questo Giulio sposò in prime nozze la patrizia Galla ed ebbe un figlio, Gallo, e poi sposò la cristiana Vasilina, figlia del governatore d'Egitto, che gli diede anche un figlio, Giuliano il Pre-Unione."
- da L'impero Romano d'Oriente -

📷 Foto: Al fianco del busto gigante di Costantino il Grande a Berat in Albania 🇦🇱. Sulla base vi è inciso in albanese KOSTANDINI I MADH.