Sapevi che il nome del mese di Maggio deriva da una parola Albanese?
Ecco perché:
Come scrisse Virgilio nell'Eneide, i padri della stirpe latina sono gli Albanesi, essendo discendenti di Enea Dardano:
(Estratto da: Virgilio, "Eneide di Virgilio", libro primo)
Secondo lo studioso Frassari Adamidi la lingua albanese o pelasga rappresenta uno degli idiomi più antichi d'Europa. Da questa derivano il greco e il latino che a differenza dell'Albanese si ritiene siano stati raffinati e trasformati nel corso dei secoli, invece l'albanese ha conservato una struttura basilare e arcaica, composta da radici brevi, parole semplici e significati originali. Questa caratteristica lo rende una sorta di fossile linguistico vivente, capace di illuminare fasi antichissime della storia indoeuropea.
In questa prospettiva, la lingua albanese conserva non solo un vocabolario arcaico, ma un'intera cosmologia.
Il terzo mese del calendario lunare romano (poi riformato da Cesare in quello solare di 12 mesi), era dedicato a Maia, una delle sette Pleiadi, dea della fecondità, dell'abbondanza e del rifiorire della natura dopo l'inverno. Era considerata la "Grande Madre Terra".
La festa di questa dea, madre di Hermes, figlia di Atlante e Pleione, si festeggiava infatti proprio il 1 maggio.
La nome MAIA deriva infatti dall'albanese MÁJËM che significa grasso, grosso, abbondante, pingue.
In alcuni dialetti Arbëresh si conserva ancora l'antico termine di E MAJA per indicare una persona grassa e abbondante.
Naturalmente MAJ in albanese è anche il nome del mese di maggio che conserva perfettamente la radice della parola.
Da questa parola deriva la parola italiana MAGGIORE e quindi Maggio per indicare il più grande.
Quindi da MÁJËM, questa arcaica parola albanese prende il nome di Maia la dea latina dell'abbondanza, della gran quantità, della copiosità, e della ricchezza.
MAIA ara considerata la "Grande Madre Terra" e in albanese la sola parola "grade" si dice MADH, al femminile E MADHE, che si divide in MÁ DHE: MA cioè grasso e Dhe cioè terra. Anche Madre in se ha le radici Ma Dhe.
Da MAIA e quindi dall'albanese E MAJËME (la grassa) viene anche il termine MAIALE, poiché durante la festa del 1 maggio Vulcano le avrebbe offerto ogni volta una scrofa gravida, come simbolo di abbondanza della terra, gravida di frutti.
In conclusione, riscoprire l'etimologia albanese del mese di Maggio non è solo un esercizio linguistico, ma un viaggio alle radici della nostra civiltà.
Attraverso parole come Majë e Madhe, l'albanese si conferma un vero 'fossile vivente', un ponte millenario che collega il mito di Enea, la maestosità di Roma e i cicli della natura.
L'analisi linguistica evidenzia come la lingua albanese (o pelasga) rappresenti una chiave di lettura fondamentale per decifrare l'ontologia latina. La derivazione di 'Maggio' da radici che indicano l'abbondanza e la pingue fertilità della terra conferma la tesi di una continuità culturale che va ben oltre la semplice coincidenza fonetica.
Restituire all'albanese il suo ruolo di lingua madre significa, in ultima analisi, restituire alla storia europea un tassello mancante della sua identità più autentica.
GLI ALBANI E LA FONDAZIONE DI ROMA ⬇️
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