mercoledì 10 giugno 2026

IL DISCORSO SU BURRUS -ΓΥΡ ΡΟΥ- BUR-ROY: IL RE DEGLI UOMINI! 📜🇦🇱📜

 

Come l'etimologia albanese di *Bur-roy* spiega l'antico cognome, e non è correlata a *PYR[RH]US* col significato di "Fiamma dai capelli rossi"!

Cronache francesi:

》In primo luogo, Verdier sostiene con una forte affermazione l'origine etnica di Pirro: *"La patience de Pyrrus Roy des Albanais, ... alors qu'il faifoit la guerre contre les Romains, en Italie..."* che si traduce come *"La pazienza di Pirro, Re degli Albanesi... mentre muoveva guerra contro i Romani, in Italia..."*

[Les Diverses Lecons de Pierre Mesie, Gentil-Homme,..." di Antoine Du Verdier, 1584]

》In secondo luogo, tutti gli autori francesi registrano *"du Roy Pyrrhus"*. L'etimologia di 'Roy' ha la stessa radice del latino *Rei/Rex* per Re. Tuttavia, essi citano Ennio *(dans son De Oratore, indique qu 'Ennius écrivait Bruges pour Phryges, Burrhus pour Pyrrhus; plus tard)* "nel suo - De Oratore, indica che Ennio scriveva Bruges per Phryges, Burrhus per Pyrrhus; molto più tardi".

Cronache latine:

》Quinto Ennio, c. II secolo a.C., un contemporaneo di quel secolo, bilingue in greco e latino, nei suoi *Annalium* (Annali) di Burrus, spiega che dovette *[Burrum rescribi... not Purrum ut vulgo]* "riscrivere come Burrum... non Purrum come dice la koinè".

Ciò significa che Ennio conosceva il nome nel suo significato letterale sia nella lingua che nel significato attestati più antichi quando, nel 189 a.C., accompagnò il console M. Fulvio Nobiliore nella sua campagna in Etolia e sentì la parola originale *Burrush*, i valorosi soldati che avevano seguito Alessandro nella campagna d'oriente.

》Il nome di Burrus è anche collegato a Sesto Afranio Burro. Notiamo che la parola è usata come cognome.

*Il riferimento che spicca è quello di Cornelio Tacito, Annales. [transfertur regimen cohortium ad Burrum Afranium], Burro era "un prefetto della Guardia Pretoriana, un consigliere dell'imperatore romano Nerone". Il cognomen Burrus è la versione latina del nome Pirro, re dell'Epiro. Burruς come l'antica forma di Purrum.*

Cronache da elleniche a bizantine:

L'altro lato dell'argomento collega l'origine dell'etimologia di Pirro al colore rosso-giallastro (*Pyr*), pertanto nella lingua greca viene tradotto come "dai capelli rossi".

*Se questo fosse o sia il caso, allora Pirro o Pyrro sarebbe una specifica "prima" persona nella storiografia, conosciuta dai greci come il re "dai capelli rossi", tuttavia i riferimenti storici smentiscono tali affermazioni (!)*

》L'appellativo di ΠΥΡΡΟ (Pyrro), in Plutarco, suggerisce che non vi sia alcun collegamento con il re "dai capelli rossi" successivamente tradotto erroneamente.

[1] Θεσπρωτῶν καὶ Μολοσσῶν μετὰ τὸν κατακλυσμὸν ἱστοροῦσι Φαέθοντα βασιλεῦσαι πρῶτον, ἕνα τῶν μετὰ Πελασγοῦ παραγενόμενων εἰς τὴν Ἤπειρον ἔνιοι δὲ Δευκαλίωνα καὶ Πύρραν εἱσαμένους τὸ περὶ Δωδώνην ἱερὸν αὐτόθι κατοικεῖν ἐν Μολοσσοῖς.

[1] *Si narra che il primo re dei Tesproti e dei Molossi dopo il diluvio sia stato Fetonte (Phaéthonta), uno di quelli che giunsero in Epiro con Pelasgo; ma alcuni dicono che Deucalione e Pirra fondarono il santuario di Dodona e abitarono lì tra i Molossi.*

[2] χρόνῳ δὲ ὕστερον Νεοπτόλεμος ὁ Ἀχιλλέως λαὸν ἀγαγὼν αὐτός τε τὴν χώραν κατέσχε καὶ διαδοχὴν βασιλέων ἀφ᾽ αὑτοῦ κατέλιπε, Πυρρίδας ἐπικαλουμένους: καὶ γὰρ αὐτῷ Πύρρος ἦν παιδικὸν ἐπωνύμιον. καὶ τῶν γνησίων παίδων ἐκ Λανάσσης τῆς Κλεοδαίου τοῦ Ὕλλου γενομένων ἕνα Πύρρον ὠνόμασεν. ἐκ τούτου δὲ καὶ Ἀχιλλεὺς ἐν Ἠπείρῳ τιμὰς ἰσοθέους ἔσχεν, Ἄσπετος ἐπιχωρίῳ φωνῇ προσαγορευόμενος.

[2] *In seguito, tuttavia, Neottolemo, figlio di Achille, portando con sé un popolo, prese possesso del paese per se stesso e lasciò una linea di re che discendevano da lui. Questi furono chiamati da lui Pirridi; poiché egli aveva il soprannome di Pyrros nella sua fanciullezza, e dei suoi figli legittimi avuti da Lanassa, figlia di Cleodao figlio di Illo, uno fu chiamato da lui Pyrrou. Di conseguenza, anche Achille ottenne onori divini in Epiro, sotto il nome nativo di Aspetos.* (A shpejt - dal piede veloce).

...Neottolemo trovò rifugio dopo Troia, unendosi alla popolazione locale, ed ereditò il Regno dopo la morte di Eleno (figlio di Priamo ed Ecuba).

》Nel 306 a.C., la morte del re Eacide portò al trono Alceta, suo fratello, lo zio del neonato Pirro I. Pirro fu affidato ad Androclione, Ippia e Neander, con l'ordine di fuggire il più velocemente possibile e raggiungere Megara, una città macedone. Nonostante fossero inseguiti, superarono i loro inseguitori e raggiunsero un luogo sicuro presso il re Glaucia dei Taulanti. Glaucia, che si trovava a casa con la moglie Berenice (Beroea) della casa molossa di Eacide, accolse Pirro. Glaucia, consapevole delle intenzioni di Alceta e in conflitto con Cassandro per il controllo della Tessaglia, mantenne la pace per molto tempo... finché un giorno restaurò Pirro sul trono. [L'Annalium di Ennio si riferisce ad Aecida Burrus].

*Alessandro Magno è legato alla linea di Achille e ad Eacide tramite sua madre Myrtale, una linea di re di successo, chiamati Pirridi, e ciò suggerisce il forte legame dei Macedoni e degli Epiroti attraverso legami familiari e di sangue.*

》John Conington, nel suo "Commentary on Vergil's Aeneid, Volume 2", analizza che Virgilio si riferiva a Enea (secondo Enn. A. 184) come *"Nomine Burrus, uti memorant, a stirpe supremo"*, il che significa che il nome Burrus è ricordato come di stirpe superiore, e la sua etimologia è nota come la forma più antica per Pyrrhus.

📜 Nel dizionario latino, possiamo trovare le seguenti voci per *Burrus*, attestato come *Burro*:

 * Lig. 7, 21 : *a Burro minaciter actum*, Burro passò alle minacce, Tac. A.poplicus, *ambo* per ἄμ φω; poiché persino Ennio scrisse *Burrus* e *Bruges* per *Pyrrhus* e *Phryges*; Naev., *Balantium* per *Palatium*, in un'epoca successiva, ma non spesso prima del 300 d.C. [b] per [v].

 1. *burrus*: a, um πυρρός, una voce di parola antica.

 2. *Burrus*: Burrus, un'antica forma per Pyrrhus, Cicerone e Quinto.

 3. *voce comburo*: ... , v. a. radice bur-, pur-; cfr. burrus, gr. πυρρός, pruna, gr. πίμπρημι, e lat. bustum (luogo di combustione).

 4. *Burrus, arrabo*, erano scritti come Πύρρος, ἀρραβών, un prestito in greco, quindi una [h] fu successivamente aggiunta alla [r], come segno dello spirito aspro (*spiritus asper*).

*Così la R in Burrus divenne H in Purrhus.*

》Infine, la testimonianza di Cicerone (Or. 48, 160): *"Ennio scrisse sempre Burrus per Pyrrhus, e Bruges per Phryges"*.

📜 **Mettere in discussione la conoscenza greca delle parole straniere nel V secolo a.C., anche se le vengono attribuite annotazioni successive d.C.**

Tutto iniziò con Erodoto che traslitterava in lingua greca i nomi di origine non greca.

Munson porta all'attenzione che il compito o l'abilità acquisita di Erodoto era trasformare gli 'ounoma' in non confermati 'logoi' (enunciati in parole). *"Per esempio i Greci chiamano anche i Budini 'Geloni', ma sbagliano (οὐκ ὀρθῶς)". "Pyretos, che significa 'L'Ardente', applicato a un fiume nella Scizia, sembra mostrare che i Greci preferiscono qualsiasi significato a nessun significato,... una distorsione greca del nome originale."* [Munson, Rosaria Vingolo. 2005. Black Doves Speak; Herodotus and the language of the Barbarians, Hellenic Studies Series. //nrs.arward edu/]

*Inoltre, se facciamo riferimento alla lingua greca, non avrebbe senso avere un doppio dello stesso significato in una sola parola, come:*

*ΠΥΡ* - fuoco

*ΡΟΥ* - un soprannome per un cognome familiare di capelli rossi, che ha lo stesso significato nelle lingue celtiche/gaeliche, indicando quindi un'influenza successiva nella traslitterazione.

*I romani usavano il colore rosso-porpora per identificare l'Imperatore - da qui ROY (Re).*

Esploriamo il significato diretto di *Bur-roy* nella lingua albanese!

》La parola **burrë** è stata attestata nel dizionario Ellino-Albanikon di Boçari come 'μπούρ (/bur/), πούρ (/pur/) in arvanitico (1), *burr* e *bunnë* in ghego, significano tutti la stessa cosa: **UOMO**. L'etimologia della radice deriva dal proto-indoeuropeo **bʰh₂u-ro-*, da **bʰuh₂-* ("essere, diventare un uomo"). Gli usi di questa parola sono *burrë shteti* (leader/statista), *burrë* (forte/virile/autorevole).

*(1) ΤΟ EΛΛHNO-AΛBANIKON ΛEΞIKON TOY МAPКОY МΠΟΤΣАРН (ФІЛОЛОГІКН ЕКЛОДЕ ЕК ТОY АYТОГРАФОХ) ΥΠΟΤΙΤΟΥ Π. ΓIOХAΛAΓPAФFION*

*Nota: ΜΠ = B e ΤΣ = Ç in МΠΟΤΣАРН BOÇARI*

》La desinenza **ROY** nella monetazione; unica per i Re di Macedonia e dell'Epiro.

La spiegazione tramite il verbo albanese — **Rroj** - *rronj* (arberesco) & *rrnoj*, *rnoj* (ghego) — deriva dal proto-albanese **rēg-n-*. Orel lo considera una continuazione del proto-albanese **rānja*, dal proto-indoeuropeo **h₂reh₁*. Il verbo *rroj* (passato remoto alla terza persona, 'rroi', il participio - *rrojtur*) significa **VIVERE** e i termini derivati sono *rresë/ rrojë*. Questo in seguito potrebbe essersi metamorfosato dal contatto con l'antico albanese "të rrosh" da cui "POΣ".
VIVA IL RE 😉

Conclusione

Notiamo che nel corso della storia della linguistica, l'originale digrafo [ μπ ], che è il suono per la [b], nella lingua greca attestata del XIV secolo ha perso la [μ] all'inizio della parola *Burro*, che è diventata *Pyrro*, attraverso un processo chiamato betacismo.

Questo spiega perché alcune parole suonano come V invece di B. Un esempio di tale cambiamento fonetico è Ar(b)anite 》Ar(v)anite.

**Burr Rroi!**

Grazie all'amico E. Ligu

lunedì 8 giugno 2026

LA SPOSA DI SION: STORIA, FEDE E SAPIENZA NEL CUORE DELL'ARTE SACRA ETIOPE

 

🖼️ Questo splendido dipinto, intitolato *"La Regina di Saba" (ንግሥተ ሳባ - Nəgśätä Saba)*, è un'opera d'arte sacra contemporanea fortemente radicata nella tradizione della *Chiesa Ortodossa Tewahedo d'Etiopia*.

L'affresco originale decora le pareti interne della Cattedrale della Santissima Trinità ad Addis Abeba ed esprime il cuore pulsante dell'identità storica, politica e spirituale del popolo etiope.

L'opera e la sua iscrizione in lingua amarica racchiudono un profondo significato teologico e culturale.

Il Contesto Storico: Il Kebra Nagast e la Stirpe Salomonica

A differenza della tradizione occidentale, in cui l'incontro tra il Re Salomone e la Regina di Saba (chiamata *Makeda* nella tradizione etiope) è un semplice racconto biblico di saggezza e sfarzo (1 Re 10), in Etiopia questo evento costituisce *la storia fondativa della nazione*.

Tutta la scena è codificata dal *Kebra Nagast* (La Gloria dei Re), il testo sacro etiopico del XIV secolo. Secondo questa tradizione:

 1. La Regina Makeda viaggiò da Axum fino a Gerusalemme per apprendere la sapienza di Salomone.

 2. Dalla loro unione nacque *Menelik I*, il capostipite della dinastia salomonica che ha governato l'Etiopia fino al XX secolo fino all'ultimo imperatore Haile Selassie, incoronato con i toli cristologici di Re dei Re, Leone Conquistatore della tribù di Giuda, Luce del mondo, Re di Israele.

 3. Menelik, una volta cresciuto, portò l'*Arca dell'Alleanza* da Gerusalemme ad Axum, rendendo l'Etiopia la "Nuova Sion" e la custode dei segreti divini.

Nel dipinto, Salomone è raffigurato sul trono a sinistra, mentre tende la mano verso Makeda. Quest'ultima, al centro, indossa un manto blu reale e una corona, circondata dalla sua corte che reca in dono avorio, oro e spezie pregiate. L'architettura unisce elementi bizantini e dettagli classici, tipici della pittura ecclesiastica etiope moderna.

Analisi Spirituale della Didascalia
L'iscrizione recita:

ንግሥተ ሳባ ።
ንግሥተ ሳባ ምስለ ሰሎሞን፡ ምሥጢራተ መንግሥት፡ ወምሥጢራተ ሕግ።
(መጽሐፈ ትሩፋት፡ ምሳሌ ጥበብ)

1. I Segreti del Regno e della Legge (ምሥጢራተ መንግሥት፡ ወምሥጢራተ ሕግ)

L'incontro non è descritto come un fatto politico, ma come un'iniziazione spirituale. Makeda non cerca ricchezze materiali, ma i *"Segreti della Legge"* (la Torah, la giustizia divina) e i *"Segreti del Regno"* (la sapienza nel governare sotto l'Occhio di Dio). Per la teologia etiope, la Regina di Saba rappresenta l'anima pura che ha sete della Verità divina e che, convertendosi al Dio di Israele, anticipa la sottomissione delle nazioni a Cristo.

2. Il Libro dei Meriti ed Esempio di Sapienza (መጽሐፈ ትሩፋት፡ ምሳሌ ጥበብ)

Questo riferimento teologico rimanda alle virtù morali. Makeda è l'*Esempio della Sapienza*. Nei Vangeli stessi, Gesù cita la "Regina del Sud" (Matteo 12:42) come esempio spirituale, dicendo che nel giorno del giudizio essa sorgerà per condannare la generazione che non ha saputo riconoscere una sapienza superiore a quella di Salomone. L'Etiopia vede in lei la propria "madre spirituale", colei che ha traghettato il paese dal paganesimo al monoteismo prima, e al Cristianesimo poi.

Conclusione

Questo dipinto non è semplicemente una decorazione, ma un *manifesto teologico-visivo*. Ricorda ai fedeli che l'Etiopia non ha ricevuto la fede per vie traverse, ma possiede un legame dinastico e spirituale diretto con la radice biblica. La Regina di Saba, bellissima e fiera nel suo portamento regale, incarna la Chiesa stessa: una Sposa che attraversa i deserti della terra per incontrare il Re della Gloria e ricevere da Lui la Legge e la Sapienza eterna.